Trame del prossimo inverno: anteprima AI 2020-2021


Lunedì 10 febbraio una splendida giornata di sole ha illuminato la presentazione della prossima collezione invernale del nostro brand di moda etica Trame di Storie: è stata una giornata fantastica grazie anche a tutti coloro che sono venuti e che, con il loro entusiasmo ci hanno ripagato dell’intenso lavoro fatto per arrivare fino a qui! Ringraziamo anche chi, non potendo venire, ha però desiderio di contribuire al cambiamento del sistema moda acquistando e valorizzando nei propri punti vendita le nostre collezioni.
E ora vi raccontiamo qualcosa di più sulla prossima collezione :)

LE LINEE
Questa collezione è un invito a giocare creativamente con le combinazioni e provare più stili: un raffinato bon ton alla francese, con tubini delicati e una meravigliosa ampia gonna con pieghe, pantaloni di linea ampia e camicie di taglio maschile (come non avere una intramontabile camicia bianca in cotone operato nell’armadio?). Per i giorni dal mood più rilassato morbide bluse e camicie in cotone madras, da abbinare a completi giacca e pantalone in velluto a costine e abiti con gonna svasata e maniche a tre quarti o morbidissimi vestiti in cotone bio, di varie lunghezze, da portare come miniabiti o con leggings.
I COLORI
Vi innamorerete anche voi dei colori scelti per illuminare l’inverno: abbiamo completato le classiche basi di tonalità scure (nero, grigio, blu) con un giallo oro spettacolare, un intenso amaranto che si diverte a trasformarsi in un brillante rosso veneziano e in un inedito e delicato rosa rame. Tocchi di azzurro ghiaccio, in camicie, maglie e abiti, portano una ventata di luce come quella di un cielo nitido e pulito.
I TESSUTI
Con Artisan Hut abbiamo potuto lavorare su 4 tessuti completamente nuovi con 3 stili di jacquard (a pois, a motivi geometrici, floreale) e un tessuto di cotone ricamato a righe impunturate che rielabora il classico gessato in uno stile più femminile.
Da Auromira arrivano camicie, bluse e abiti in cotone madras e un orginale satin stampato con un pattern di micro farfalline, chic e divertente insieme, da portare con i pantaloni a sigaretta e le giacche in velluto a costine sottili, calde, morbide e comode.
Da Creative Handicraft arrivano i capi in cotone biologico: maglie, abitini da usare anche come maximaglia, i classici pantaloni con risvolto e chiusura a velcro, una felpa di grammatura media, da portare da sola o con una camicia sotto e un vestito in lycra (cotone biologico + elastan), sfiancato, con un motivo goffrato davanti, morbido come un abbraccio, non vorrete più toglierlo!

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Viaggio in India: Creative Handicrafts, Noah’s Ark, Soruka, Artisan Well, Armstrong Knitting Mills e Assisi Graments, Auromira

I post di David dall’India sono sempre molto belli: ci mostrano il lato vivo di quei prodotti che ogni giorno vediamo e tocchiamo, i visi di chi li realizza, le loro storie, i posti in cui vivono.
Abbiamo raccolto qui i suoi racconti, per poterli rileggere tutti d’un fiato.


Prima breve tappa a Mumbai, a trovare gli amici di Creative Handicrafts. Fortificare i rapporti e pianificare i prossimi due anni di lavoro. Grande feeling. Andremo lontano. E per iniziare ad andare ho preso un aereo per Delhi e il treno per Moradabad. La prossima tappa è da Noah’s Ark.

A Moradabad, da Noah’s Ark. Chi ci segue li conosce abbondantemente: lanterne, sottopentola, addobbi e oggetti utilitari in metallo oltre alle famose cornici e scatole in legno. Il tutto frutto di un lavoro artigianale paziente ed accurato. Questa volta ci siamo concentrati sulla produzione degli oggetti in metallo (ferro, bronzo, rame, alluminio e acciaio), un’antica tradizione del luogo. Un ambiente sereno ed operoso. Prossima tappa, Soruka!


Mi è capitato di arrivare a Delhi in concomitanza con il rogo di un edificio che ospitava alcuni laboratori del tessile e del pellame (vedi info della Campagna Abiti Puliti). Mi è capitato di arrivarci facendo visita alle realtà che producono gli artricoli della linea di borse il pelle recuperata upcycled dei nostri partner catalani di Soruka. Una coincidenza pesante per chi fa il nostro lavoro, che mi ha catapultato all’interno di un mondo fatto di contraddizioni, così come di contraddizioni è fatta l’india in generale. Mi sono trovato a parlare di condizioni di lavoro e di sicurezza, di lavoro minorile che a quanto pare è ancora diffuso nel settore (dico a quanto pare perchè nei laboratori che ho visitato ovviamente non ce n’era) e ancora di chi cerca di lavorare solo in modo ecologico, con cuoio trattato al vegetale, di chi inquina gettando i resti della produzione di pelle in discariche illegali, di chi lavora in condizioni precarie ma finanzia una scuola in uno slum, di chi si pone il problema: ma tutti i piccoli laboratori che non hanno le risorse per realizzare strutture sicure al 100% dobbiamo farli chiudere (è successo a molti dei laboratori di tintura del tessile a Tirupur, Tamil Nadu, anni fa) o possiamo trovare altre strade per salvaguardare i posti di lavoro? Queste sono solo alcune delle domande e dei discorsi che hanno impegnato quest’ultima settimana. Dopo le feste approfondiremo. Per ora alcune foto dei laboratori da cui provengono i prodotti di Soruka. Una fabbrica con criteri di sicurezza elevati e un laboratorio da poco trasferitosi al limitare di uno slum, a Delhi. Da una fabbrica che tratta solo pelle conciata al vegetale e che fa dei principi etici nella produzione un caposaldo a un laboratorio in un affollato quartiere musulmano di Kolkata. Il tutto affondando nelle migliaia di scampoli di pelle che andranno a produrre gli articoli di Soruka. E oggi si parte per il Sud dell’India!

Artisan Well è una realtà con cui collaboriamo da circa quattro anni. Un piccolo laboratorio artigiano situato nella zona meridionale di Kolkata che oggi è cresciuto in maniera consistente, grazie unicamente al sostegno delle organizzazioni di commecio equo. Sono stato a visitare il nuovo laboratorio che stanno costruendo in un villaggio fuori città. Un passo avanti notevole. E ovviamente sono capitato nel momento in cui stanno producendo la linea per la prossima primavera estate, che ultimeranno a metà gennaio. E in tutto ciò un benvenuto stile Disneindian…Bella giornata!

A Tirupur, in Tamil Nadu) per visitare du fornitori di lungo periodo: Armstrong Knitting Mills e Assisi Graments.

Il primo, dal quale ci riforniamo di T-shirt e shoppers di cotone bio e Fairtrade (nelle foto potete vedere la realizzazione di quelle fatte per Libera) è una realtà imprenditoriale che ha fatto dell’etica sociale ed ambientale e dell’organizzazione del lavoro i suoi punti di forza. Migliorando progressivamente in tute le fasi del lavoro (di recente hanno eliminato i punti metallici, sostituiti con un laccio di cotone, anche per i documenti ufficiali).

Assisi Garments invece nasce da un progetto della congregazione delle suore di San Francesco di Assisi (congregazione nata in India) per dare sostegno e formazione a ragazze sordomute o con grossi problemi familiari. Una realtà che in anni recenti ha attraversato una grossa crisi e con la quale abbiamo ripreso ora a lavorare, in collaborazione con Altromercato.

Due esempi che dimostrano una cosa molto semplice: fare impresa mantenendo dei principi etici come guida si può, se si vuole.

Pondicherry, città ad amministrazione autonoma situata nel sud dell’India sul Golfo del Bengala ed ex enclave francese. Nelle campagne appena fuori città si trova il laboratorio di Auromira, un’organizzazione di commercio equo con cui lavoriamo da una quindicina d’anni (producono parte della nostra collezione di moda etica “Trame di storie” e la famosa “Peppa”). Una visita per pianificare il lavoro del prossimo anno, per immaginare nuovi possibili sviluppi, per visionare la produzione della linea primavera estate 2020 (come si vede dalle foto, cucita in concomitanza con quella di Altromercato) ed infine, per il piacere di essere qui, a parlare e confrontarsi con persone con le quali, possiamo dirlo, abbiamo condiviso un pezzo di vita.
E poi…Pondicherry! I templi coloratissimi, i “Kolam” dipinti a mano per le strade, ecc. ecc.
La miglior tappa conclusiva possibile.


Ultime da Craftbeauty e Craftlink: viaggio in Vietnam 2019


Marcella è in Vietnam per visitare alcuni produttori. In questi giorni è da Craftbeauty: “È la prima volta che visito questo produttore (le altre c’era stato David) e anche io come lui sono subito rimasta colpita dal clima tra le persone: c’è un’atmosfera serena, propositiva, informale. Le persone con cui ho parlato mi hanno confermato la loro contentezza nel lavorare qui, perchè le attività sono sempre varie, i rapporti tra i dipendenti e la direzione sono molto positivi e la loro qualità di vita è decisamente migliorata.” In questo periodo a Craftbeauty stanno ultimando le borse e gli accessori che arriveranno per la prossima primavera (potete vedere in foto le lavorazioni di alcune linee) e con Marcella hanno lavorato sulle proposte per l’inverno 2020. Non vediamo l’ora di vederne i risultati!

Tappa successiva i produttori di tessuti Craftlink: “”Sono in un villaggio a circa 1.5 h da Hanoi. Questo laboratorio, che sta lavorando alla produzione del nostro ordine PE 202, è a conduzione familiare e coinvolge anche diversi artigiani esterni (20 famiglie) per la tessitura mentre tintura e stampa sono fatte nel laboratorio centrale. Il proprietario del laboratorio ha anche 6 telai. I tessitori sono sia famigliari che esterni. la particoalrità è che diversamente da tanti laboratori di tessitura visitati in India e Bangladesh, qui anche molte donne si dedicano al telaio.

La tessitura è tradizionale in questo villaggio e gli artigiani utilizzano prevalentemente seta, mista con altre fibre (cotone, lino, viscosa). Lavoriamo con questo laboratorio tramite Craftlink da molti anni (secondo me dall’inizio…) e siamo già stati altre volte a visitarli in passato.
Sicuramente le condizioni di vita sono basiche, tipiche dell’ambiente rurale, ma l’impiego nella tessitura costituisce per molti artigiani un’integrazione importante al reddito famigliare basato essenzialmente sull’agricoltura.
In alcuni periodi dell’anno, specialmente in coincidenza di semina e raccolto del riso (2 cicli ogni anno), i tessitori lasciano il lavoro artigianale e si dedicano completamente ai campi.”

Bon ton ed essenzialità: l’autunno-inverno di Trame di Storie


Uno stile bon ton dalle linee essenziali e rigorose, valorizzate dai colori -senape, verde oliva, blu inchiostro, tortora- e dai tessuti che giocano con bianco/nero/grigio/blu del jacquard, del tartan e con il calore del velluto a costine sottili e del cotone biologico. Questa collezione che vede coinvolti tre produttori (Artisan Hut, Auromira Abbigliamento, e il nuovo Creative Handicraft per i capi in cotone biologico -> scheda produttore) si distingue per la versatilità degli abbinamenti, con pochi capi, giocando con i colori e gli accessori potrete creare un guardaroba adatto a molte occasioni: il tailleur gonna o pantalone con camicia bianca perfetto per l’ufficio si può scomporre e con la maglia e la giacca camicia diventa un abbinamento comodo e informale per tutti i giorni, così l’abitino salopette, più elegante con la camicia, diventa sfizioso con la maglia a collo alto.
Avete già gli abiti in bottega? Fatelo sapere a tutti!
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-> LA COLLEZIONE AUTUNNO-INVERNO TRAME DI STORIE

Caffè, legno, sabbia e resina: la magia dei gioielli ecofriendly di Taller Macco


Macco Estudio Taller in 3 concetti chiave
bigiotteria in resina con inserti in materiali naturali – piccolissima realtà artigianale – estrema attenzione all’ambiente

Come collaboriamo con Macco Estudio Taller

Abbiamo conosciuto Macco Estudio Taller durante l’Expo Artesanias, una fiera dedicata alla produzione artigianale che si tiene ogni anno a Bogotà e che visitiamo abbastanza regolarmente dal 2005. Nel 2018 abbiamo incontrato Macco Estudio Taller e ci sono subito piaciuti per l’originalità dei loro prodotti: gioielli in resina con inserti di materiali naturali e riciclati.

Perché abbiamo scelto Macco Estudio Taller

Macco Estudio Taller è una piccolissima realtà artigianale: tutto è disegnato e realizzato direttamente da Marco Clavijo e Monica Cruz, marito e moglie, unici soci e artigiani.
Le loro creazioni sono davvero originali: sono gioielli in resina in cui inseriscono elementi di materiali poveri, naturali e di recupero come la pula del riso, la sabbia, la polvere di caffè. Raccolgono tronchi e rami caduti nella foresta, recuperano il legno rimanente da lavori di carpenteria e riutilizzano scarti di produzione inviati loro dai produttori di caffè. La resina è prodotta a partire da materiale plastico riciclato e triturato, pronto per essere fuso e diventare la base per nuove creazioni.
Il laboratorio si trova nella loro casa, in una zona zona rurale del municipio di Tenjo Cundinamarca. Marco e Monica si curano molto dell’impatto ambientale delle loro produzioni: sono molto scrupolosi nel riciclaggio, nel riutilizzo dei materiali e nell’ottimizzazione delle risorse. La lavorazione dei loro gioielli non produce praticamente rifiuti, non c’è spreco di materiale e i loro processi produttivi non rilasciano gas, fumo o suoni forti. Hanno inoltre messo in pratica un sistema di recupero dell’acqua piovana.
Sono molto fieri di ciò che realizzano e dell’originalità dei loro prodotti, come ci hanno spiegato loro stessi: ”Lavoriamo su ciò che ci piace, produciamo solo ciò che troviamo bello e rispettoso dell’ambiente. Non facciamo copie di disegni famosi o pezzi di moda, ci piace proporre pezzi che non esistono e se qualcuno ci copia per noi è lo stimolo a fare qualcosa di nuovo e ancora migliore.

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