Un nuovo progetto: vetro dall’Egitto

vetro artigianale solidale egitto
Glass Style (scheda) è un nuovissimo progetto: si tratta un laboratorio egiziano specializzato nella tecnica della vetrofusione, con la quale trasforma in oggetti artistici ricchi di fascino ciotole grandi e piccole, vassoi, sottobicchieri, portatovaglioli tutti adatti a venire a contatto con il cibo e lavabili in lavastoviglie (ma non adatti a forni a microonde).
Abbiamo scelto per voi 5 linee preziose in vetro artigianale lavorato a mano, con texture a motivi decorativi geometrici e pattern ispirati alla natura.

-> Linea Mosaiko: ciotole di varia misura, con bordi e profondità diversificate, per molteplici usi: insalatiere, porta snack, patatine e frutta secca, ma anche salsine e condimenti. Originali anche in bagno o sul comodino per riporre piccoli oggetti da tenere a portata di mano. Il motivo decorativo è a stelle e esagoni che ricordano le mattonelle decorative dell’arte islamica.

-> Linea Kaleidos: ciotole per insalata, snack, antipasti, frutta secca in varie misure. Da utilizzare anche come svuotatasche o, le piccole, come porta saponetta per dare un tocco speciale a ogni bagno. Il motivo decorativo è molto suggestivo: elementi geometrici disposti a ricordare i frammenti luminosi di un caleidoscopio, in una bellissima tonalità di rosso, resa brillante e semitrasparente dalla particolare tecnica produttiva.

-> Linea Pluma: un delicato pattern a piume romboidali, con un elegante gioco di pieni/vuoti per ciotole di varie misure e profondità da usare sia in tavola che come oggetti decorativi per la casa.

-> Linea Kaf: un delicatissimo motivo a felci in un attuale color borgogna per ciotole, vassoi, sottobicchieri e segnaposto/portatovaglioli da usare sia per una tavola speciale o per dare un tocco originale alla cucina. Le ciotole più picccole diventano un elegante portasapone per il bagno.

-> Linea Muzlin: ricordano i delicati intarsi di trama e ordito della mussola i motivi decorativi di queste ciotole, vassoi, sottobicchieri e segnaposto/portatovaglioli, esaltati da una base total black che rende estremamente raffinati questi elementi.

-> Tutti gli articoli in vetro di Glass Style

Il totumo: dalla zucca al gioiello!

Per realizzare alcune linee di bigiotteria gli artigiani di Sapia utilizzano la buccia essiccata di un frutto chiamato Jicara o Totumo, che cresce su alberi alti fino a 5 metri, diffusi in tutta la Colombia.
Le forme e le dimensioni dei frutti sono molte e diverse: piccoli e affusolati o grandi e rotondi, ma tutti condividono le stesse caratteristiche in termini di durezza, resistenza e durata , anche se lo spessore e il colore possono variare.
La polpa morbida delle zucche è comunemente usata per alimentare gli animali, mentre la buccia, spessa e dura, viene di solito gettata via o recuperata, come in questo caso, per realizzare deliziosi oggetti di bigiotteria.

Processo produttivo
1. Raccolta della zucca: i frutti sono raccolti quando cadono dall’albero, così gli artigiani possono scegliere quelli più adatti alla lavorazione per qualità, colore, forma e dimensione.

2. Il frutto viene tagliato in 2 parti. L’artigiano scava la polpa, lasciandone un sottile strato sulla buccia che è ancora morbida e delicata. Poi la buccia viene bollita in acqua per circa 1 ora, fino a raggiungere un intenso colore marrone.

3. La buccia viene lasciata asciugare per 1 o 2 giorni, a seconda dell’umidità dell’ambiente e della temperatura, finchè diviene dura come il legno: allora può essere intagliata e sagomata.

4. Successivamente la superficie viene levigata con carta vetrata fino a diventare liscia e uniforme e i bordi vengono limati.

5. I pezzi sono pronti per essere verniciati. A seconda della tecnica, possono essere colorati con vernice acrilica o inchiostro traslucido.

6. In base al risultato che l’artigiano vuole ottenere, la finitura lucida può essere realizzata utilizzando resina polimerica o cera d’api. Entrambe le lavorazioni sono manuali e danno risultati molto diversi: con la resina si ottiene una superficie molto lucida e patinata, mentre con la cera d’api l’effetto sarà più opaco e materico.

7. Una volta terminata la lavorazione e decorazione di ciascun elemento gli artigiani procedono all’assemblaggio in collande, orecchini o bracciali.

Peace, love and understanding: a 50 anni dal ’68

peace, love and understanding promo di maggio
50 anni fa il ‘68: la Primavera di Praga e la guerra in Vietnam, la morte di Martin Luther King e di Bob Kennedy, il maggio francese e le occupazioni studentesche in Italia, le contestazioni e il flower power.
1968: un anno che sembra lungo un secolo, un anno che del suo secolo ha riassunto contraddizioni e slanci. Un anno su cui ci siamo voluti soffermare per rivederlo in prospettiva, non in modo nostalgico ma come spunto per riflettere (come ha fatto anche una mostra recente a Milano -> http://www.mostrarevolution.it). E del 1968, ispirandoci a una canzone portata al successo da Elvis Costello (->https://www.youtube.com/watch?v=Ssd3U_zicAI) , abbiamo scelto 3 parole simbolo, peace, love e understanding, della cui presenza c’è più che mai bisogno.
Indossiamole, portiamole in giro, mostriamole orgogliosi, spargiamole come semi di speranza, come segno di una rivoluzione pacifica che guarda avanti, conservando di ciò che è stato solo le cose migliori!

Gli articoli realizzati in esclusiva per altraQualità:

Taccuini: dagli scarti di cotone dell’industria dell’abbigliamento il taccuino 100% sostenibile, con una copertina in carta di cotone e l’interno in fogli di carta FSC, prodotto artigianalmente in India secondo elevati standard etici da NHE.
T-shirt e shopper: in cotone bio e Fairtrade realizzate da Armstrong Knitting Mills, India
Borse e accessori in camera d’aria riciclata: rock, resistenti ed ecofriendly, gli accessori unisex dall’animo urbano realizzati da Manifactura Ariza, Colombia
Ceramica: tazze, teiere, mug e tisaniere dipinte a mano con il logo della campagna dagli artigiani di Craftlink
Portalumini e altri piccoli oggetti: in metallo e materiali di recupero per avere sempre con sé il simbolo della pace, realizzati con creatività dagli artigiani di Noah’s Ark, in India.

TUTTE LE INFO PER ADERIRE ALLA PROMOZIONE PL&U

Dalla Tunisia un nuovo progetto: L’Artisan e i suoi teli mare

teli mare tunisia
Un prodotto che mancava: i teli per il mare e per tutte le occasioni in cui serve un morbido tessuto da stendere a terra, sono perfetti anche per i pic-nic e le sieste sull’erba.
Sono 100% cotone, tessuto a motivi geometrici di vario tipo e colore, e sono realizzati da L’Artisan, una piccola azienda tunisina a conduzione famigliare fondata nel 2014 da Makrem Rehif.
L’Artisan è una realtà positiva in un mercato del lavoro che presenta molti punti oscuri: la maggior parte dell’economia tunisina, anche formale, è di fatto caratterizzato da una significativa flessibilità, da intendersi nel senso di una forte mobilità in entrata e uscita, volatilità salariale, precarietà e sostanziale mancanza di tutele.
L’Artisan è specializzata nella tessitura e nella creazione di accessori per la casa, realizzati con elevati standard qualitativi e ambientali.
L’Artisan ha 4 dipendenti in sede e 10 collaboratrici esterne, tutte donne, a cui è assicurata un regolare contratto e uno stipendio più alto del salario minimo tunisino. Quest’ultimo infatti è di 370 TND (circa 250€/mese), mentre L’Artisan paga ai propri dipendenti e collaboratori da un minimo di 400 TND, fino a 700 TND.
L’ Artisan è iscritta all’ufficio nazionale per l’artigianato, che garantisce e monitora il rispetto delle normative sia per quanto riguarda i prodotti che le condizioni di lavoro.

Fashion Revolution 2018

I nostri vestiti sono un modo per esprimere chi siamo. Non parlano solo di noi: raccontantano anche storie lontane e nascoste, come quelle di produttori di cotone, tessitori, tintori e altri lavoratori che realizzano ciò che indossiamo. E se non sappiamo chi ha fatto i nostri vestiti, noi non possiamo essere sicuri che sono stati prodotti in modo giusto, pulito e sicuro.

Ecco perché noi vogliamo chiedere ai brand #whomademyclothes, chi ha fatto i miei vestiti?
Vogliamo sapere che i nostri vestiti non sono prodotti a scapito di persone o dell pianeta.
Attualmente, la realizzazione di capi di abbigliamento richiede quantità enormi di acqua, energia e terreni. E sfortunatamente molti dei nostri vestiti finiscono nella discarica. Ad esempio negli Stati Uniti, sono circa 11 milioni le tonnellate di abiti che vengono gettate.
E circa il 95% potrebbe essere riutilizzato o riciclato.
Dobbiamo trovare nuove strade per la moda, nuovi modi di pensare e realizzare l’abbigliamento e tutto ciò che ruota attorno ad esso.

Nel quinto anniversario del crollo del Rana Plaza, fabbrica di abbigliamento a Dacca in cui morirono più di mille persone, aderiamo al Fashion Revolution Day raccontando cosa ci lega al nostro capo di abbigliamento preferito. Quel vestito, t-shirt o accessorio che abbiamo da anni e che continuiamo a indossare, rappresenta una “storia d’amore” contro la moda usa e getta che rende ogni capo anonimo ed effimero.

Come fare: fatevi una foto con il vostro capo di abbigliamento preferito (magari Trame di Storie!) e spiegate in poche righe perchè è importante. Mandateci la foto entro il 21 aprile e noi la condivideremo sulla pagina Fb di altraQualità, insieme alle nostre, per dire a tutti che anche noi vogliamo la fashion revolution!

Indossate, fotografate e raccontate: aiutateci a cambiare la moda :)