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Fashion Revolution 2021: noi continuiamo!

Questa è la Fashion Revolution Week (19-25 aprile): una settimana di movimentazione con l’obiettivo di fare pressione sulle grandi azienda della moda, per spingerle ad un cambiamento di rotta, deciso e definitivo, rispetto ai diritti dei lavoratori e all’impatto ambientale delle loro produzioni. Sono passati esattamente 8 anni dalla tragedia del crollo del Rana Plaza in Bangladesh (1134 morti e 2500 feriti). Da allora quasi nulla è cambiato nell’industria tessile. Se escludiamo le tante belle parole e le dichiarazioni di intenti. Prosegue il bestiale sfruttamento dei lavoratori, così come l’inquinamento dei terreni e lo spreco di terra, acqua e dei capi d’abbigliamento stessi, scartati dopo averli indossati poche volte, a milioni di tonnellate all’anno. Tutti questi problemi sono ancora sul tavolo e attendono una soluzione. La pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione. Ordini cancellati, commesse non pagate, lavoratori licenziati. È giunta l’ora di chiedere con forza, ed ottenere, un cambiamento radicale nel sistema produttivo dell’industria della moda e degli stili di consumo, famelici e malati, che lo stesso sistema induce. È giunta l’ora di chiedere con forza alle grandi imprese, alla Grande Distribuzione Organizzata e a tutti gli operatori commerciali di rifiutarsi di vendere abiti prodotti in modo insopportabilmente insostenibile, a prezzi ridicoli (la foto, ritrae i saldi di una grande catena della GDO “ristretti” causa pandemia. Vorremmo fossero ristretti per sempre).È giunta l’ora di cercare alternative migliori e sostenibili, o di crearle laddove non ne esistano.Qui a altraQualità abbiamo iniziato a costruire alternative praticabili da quasi vent’anni, assieme a tante realtà di commercio equo. E continueremo!

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