Archivio per la categoria 'trame di storie: abbigliamento equosolidale'

Filiera responsabile e trasparente: come nasce una collezione Trame di Storie


Il secondo principio del fair trade secondo WFTO è che ogni prodotto e progetto deve nascere e svilupparsi secondo una filiera responsabile e trasparente, in cui sia possibile rintracciare ogni passaggio e ogni persona coinvolta. Vogliamo mostrarvi come noi vediamo questo principio raccontandovi come nasce una collezione Trame di Storie, perché rappresenta bene il nostro metodo di lavoro e come applichiamo i principi di responsabilità e trasparenza alla filiera produttiva.

1.La relazione con i produttori
Ogni collezione è frutto innanzitutto di una relazione costante e diretta con i partner produttori di India, Bangladesh, Vietnam, Colombia. Per consolidarla anno dopo anno, una o più persone dello staff di altraQualità visitano i partner inclusi nel progetto, verificando le condizioni di lavoro, si documentano sui metodi e sulle tecniche produttive (dalle materie prime utilizzate alla loro versatilità, dalle tecniche di tintura a quelle di tessitura). In questa fase vengono raccolte tutte le informazioni che serviranno poi a creare dei modelli compatibili con i materiali e con le abilità dei partner produttori.
Solo una relazione di questo tipo può dare vita a un rapporto creativo ed empatico che permettere di superare le problematiche legate alla differenza culturale, alle diverse modalità produttive e alle condizioni di lavoro e di vita.
2. L’elaborazione creativa
In questa fase la designer di altraQualità crea i modelli, individua i tagli e sceglie i tessuti. Così nascono i primi bozzetti che andranno a comporre la collezione. Vengono poi contattati i produttori cui viene commissionata la fornitura di pezzature dei materiali e delle tinte richieste.
3. La mediazione e la realizzazione
La fase di realizzazione dei modelli è un lavoro anche di “mediazione culturale”, tra le modalità di produzione dei produttori e i nostri standard sartoriali. La sarta realizza un modello per ciascuno dei disegni creati dalla designer procedendo ai necessari adattamenti. Successivamente la nostra modellista sviluppa le taglie e crea i cartamodelli nel modo più preciso e comprensibile possibile.
4. La prova e la qualità
Modelli e cartamodelli sono inviati ai produttori i quali realizzeranno a loro volta dei campionari, in tutte le taglie, da inviarci per verifica. Nel caso si riscontrino imperfezioni, queste vengono comunicate al produttore per iscritto e, se del caso, vengono nuovamente inviati i modelli corretti, sulla base dei quali essi procederanno a produrre ed inviare nuovi campioni.
5. La produzione
Una volta ricevuti tutti i campioni corretti, si procede all’ordine e viene avviata la produzione che richiede all’incirca 4 mesi di lavoro da parte dei nostri partner.

E dopo? Storie dei sopravvissuti al Rana Plaza: Rupaly

In occasione della Fashion Revolution week, nata per ricordare le vittime del disastro del Rana Plaza di Dacca e per promuovere una moda etica e sostenibile, pubblichiamo, in due parti, la nostra libera traduzione di un bell’articolo del Fashion Revolution Blog (qui l’originale).
Foto di Taslima Akhter

Taslima Akhter è la fotografa e attivista che riprese in uno scatto struggente i corpi di due lavoratori tessili, un uomo e una donna, stretti in un abbraccio tra le macerie, morti durante il crollo del Rana Plaza a Dhaka, Bangladesh.
Dopo la tragedia, Taslima ha continuato a restare in contatto con i sopravvissuti e con le famiglie delle persone che erano morte. Quattro anni dopo, è tornata a incontrare alcune di queste persone per scoprire come le loro vite erano cambiate.

Rupaly lavorava alla New Wave Stile, fabbrica di abbigliamento al sesto piano del palazzo Rana Plaza. Il giorno prima del crollo cominciarono a comparire delle crepe sui muri, così tante e profonde che moltissimi operai la mattina del 24 Aprile 2013 non volevano entrare. I supervisori insistevano sul fatto che la situazione non era per nulla grave. “Dicevano che in caso di problemi li avremmo affrontati insieme” ricorda Rupaly. Il direttore della fabbrica iniziò a minacciare che non avrebbe pagato lo stipendio a chi non entrava. Così, sotto pressione, anche Rupaly ha accettato di entrare con gli altri.

Dopo un po’ che lavorava, Rupaly si accorse che il pavimento sotto i suoi piedi iniziava ad affondare. Lei ricorda di aver provato a correre, ma le pareti intorno a lei crollavano. Anche Rupaly cadde e l’unica cosa che ricorda è che non poteva muoversi e che c’erano due corpi che giacevano accanto a lei. Si rese conto che c’erano altre persone intorno, eppure non riusciva a vedere nulla. Rupaly venne estratta dalle macerie solo 15 ore più tardi.

Dopo l’incidente, Rupaly non potè lavorare per più di un anno. Riuscì a mantenersi grazie all’aiuto di donazioni effettuate da privati, organizzazioni non governative e lo Stato. Ha anche avuto il sostegno emotivo del marito Farid e delle sue figlie Fahmida, di 10 anni, e Fahima di 7. È tornata a lavorare nel 2014 in un’altra fabbrica di abbigliamento che però prese fuoco poco dopo il suo arrivo. Nessuno è morto, ma c’è voluto molto coraggio per iniziare a lavorare di nuovo in una fabbrica.

Quattro anni dopo il crollo del Rana Plaza, Rupaly dice di sentirsi più forte e coraggiosa. Prima della tragedia non prestava molta attenzione alla società e alla situazione politica; si sentiva l’unica responsabile della propria situazione. Solo più tardi ha capito che i proprietari della fabbrica e i marchi di moda avevano la responsabilità delle condizioni del Rana Plaza e del suo crollo. Rupaly ora sa che i lavoratori e le donne hanno dei diritti.

Come indennizzo Rupaly ha ricevuto £ 4.000 che ha utilizzato per l’acquisto di una piccola proprietà nel suo villaggio natale dove spera di costruire una casa per la sua famiglia.

La nuova collezione PE Trame di Storie – abbigliamento etico e solidale

“I vestiti che ci proteggono, che ci fanno sorridere, che ci servono da uniforme, che ci aiutano a dichiarare la nostra identità o le nostre aspirazioni, che indossiamo perché ci ricordano qualcuno – in tutti questi vestiti sono criptate le storie delle nostre vite. Tutti noi abbiamo un ricordo in miniatura, ancora vivo in un pezzo del nostro guardaroba”.
(Emily Spivack a proposito di Worn Stories)

La nuova collezione Trame di Storie è dedicata alle donne: alle loro giornate, ai mille fili che riescono a tenere legati insieme senza disperdersi in nessuno di essi, alla loro capacità di rigenerarsi a partire da un dettaglio, da una piccola cosa che, forse non notata da altri, diventa segno, per loro, di nuove possibilità.
Per Cristina Bergamini, la nostra designer, questo piccolo momento di epifania e di leggerezza è stata la copertina di un cd musicale della cantautrice colombiana Martha Gomez con l’illustrazione Vanessa Borrell: tra i capelli fluenti di una giovane donna scorrono pensieri e oggetti, in un flusso di delicato movimento. I colori principali dell’illustrazione sono quegli stessi attorno a cui ruota tutta la nuova collezione: l’azzurro del mare che si modifica al cambiare della luce, trasformandosi in blu e verde acqua, il rosso, che prende le tonalità del sole al tramonto, l’intensità dell’alba e i colori della frutta estiva.
La collezione è dedicata alla versatilità con cui ogni donna sa affrontare le sue piene giornate: così ogni abito è pensato in modo da essere vissuto e indossato in modo libero, ogni volta diverso, estate dopo estate, anno dopo anno. E’ una collezione che vuole vivere nel tempo, modificandosi insieme a esso, oltre le mode, vicino all’anima di ciascuna.

GUARDA LA NUOVA COLLEZIONE

I PRODUTTORI
Craftlink – Vietnam, Ayesha Abed Foundation – Bangladesh, Auromira – India


I MODELLI

Vestito Flame
Vestito leggerissimo e morbido in seta e lino con un’ ampia arricciatura intorno alla scollatura, e un bellissimo motivo a fiocco per le maniche molto corte.
Blusa Sapphire
Elegante blusa in seta e lino, molto ampia e lunga con scollatura a V e le maniche a ¾.
Pantalone Sky
Pantalone in seta cotone a vita alta con due leggere pences sul davanti e lunghezza alla caviglia.
Top Cornflower
Versatile top con scollatura a girocollo, impreziosito sui fianchi da pieghe che creano movimento e danno ancora più luce ai colori .
Giacca Aurora
Ampia giacca in cotone e lino a forma di mantella con il taglio a kimono. Il collo può essere portato sollevato, chiudendo la giacca con i due bottoni in madreperla decorati, oppure ribaltato quasi come una camicia.
Vestito Ruby
Si ispira agli anni 40 il vestito in seta e cotone con maniche a kimono e gonna con balza di sbieco e circolare che crea ampiezza volume. Il vestito può essere indossato liscio dritto oppure portato con una fusciacca o cintura.
Vestito Scarlet
Un bellissimo tubino in endi cotton a manica corta, con impunture a contrasto che evidenziano le varie parti dell’abito e riprendono l’effetto striato del tessuto dato dall’alternanza del filo di seta e di cotone. Il taglio in vita è spostato leggermente verso l’alto, la scollatura ha un taglio aperto che tende ad aprirsi i due lembi petali di un fiore.
Vestito Grenade
Abito realizzato con un tessuto mai usato prima: un cotone molto sostenuto e materico, con una trama forte. Il vestito è senza maniche, corto, con taglio sopra il seno a delineare il corpetto. Alla base dell’abito un pattern a righine stampate a block printing.
Gonna Steel
Gonna in tessuto di cotone a trama fitta con leggera irregolarità in rilievo. La linea è a trapezio, semplice ma dal taglio circolare su cui si aprono le due tasche con l’interno in tessuto stampato a block print a quadretti.
Top Aquamarine
Top bianco in cotone con profonda scollatura a V marcata da una piega al centro che dà volume e movimento.
Blusa Indigo
Blusa in cotone jacquard con stampa a pois e scollatura ampia con pieghe sul davanti. Le maniche hanno un piccolo fiocco che le rende a sbuffo.
Camicia Royal
Versatile camicia in sangallo di linea dritta, con piccole maniche e colletto a punta.
Vestito Rust
Un versatile abito a tubino in cotone operato con scollo a barchetta e ampie spalline
Scialle Cherry
Un accessorio sorprendente che non passerà inosservato: lo scialle Cherry è realizzato con sari recuperati e trasformati grazie alla tecnica del nakshi kanta, l’impuntura con cui le donne di India e Bangladesh danno nuova vita ai tessuti che più amano.
Vestito Coral
Abitino divertente e freschissimo in cotone garzato e cotone jaquard con stampa a pois, lunghezza al ginocchio e leggero scollo a v.
Pantaloni Sea
Ampi pantaloni in seta e cotone dal taglio comodo con una morbida arricciatura in vita.

E’ arrivata l’estate! (o almeno la nuova collezione)

abbigliamento equo solidale“Gli argini di fango del paese delle maree hanno preso forma non solo da fiumi di limo, ma anche da fiumi di lingue: bengali, inglese, arabo, hindi, arcanese e chissà quante altre. Affluendo una nell’altra creano grappoli di piccoli mondi appesi alla corrente. La fede del paese delle maree è come le sue grandi mohona, non solo un incrocio di molti fiumi, ma anche una rotatoria che offre alle persone una pluralità di direzioni, verso paesi diversi, e perfino diverse fedi e religioni”. (Il paese delle maree, Amitav Gosh)
“Il paese delle maree” ci ha ispirato per questa nuova collezione della linea di abbigliamento equo solidale Trame di storie e per ricordarlo abbiamo dato ad ogni capo un nome che proviene dalla geografia fisica o umana del romanzo Il Paese delle maree. Sul mare si affacciano entrambi i paesi da cui provengono quest’anno gli abiti della collezione e dell’acqua hanno preso la fluidità, l’eleganza e la freschezza.
Femminili ed eleganti, con tagli classici come l’intramontabile tubino, ma rivisti con ricami e tessuti originali lavorati con sapienza artigianale: sono gli abiti, le gonne i top e i pantaloni realizzati da Ayesha Abed Foundation (Bangladesh). Cotone ed endi cotton (un tessuto tipico del Bangladesh creato intrecciando al telaio seta e cotone) lavorati a mano, creano in ogni capo un risultato unico per filato, colore e decorazioni. I ricami Nakshi Kanta sottolineano le forme e impreziosiscono scolli, giromanica e tasche.
Cotone, seta, lino, puri o intrecciati tra di loro a formare trame
leggere e freschissime: così Craftlink (Vietnam) propone vestiti, camice, giacche, pantaloni, gonne e casacche dai tagli semplici e lineari, che valorizzano morbidamente il portamento di chi li indossa.

Trame di storie – Collection movie primavera – estate 2012

Teresa Sdralevich presenta Graficattiva a Milano

Milano e dintorni, il 14 luglio (dalle 19 in Cascina Cuccagna, Via Cuccagna 2/4) non perdete l’aperitivo-jazz session per presentare la linea di t-shirt “GraficaAttiva” che abbiamo realizzato insieme all’illustratrice Teresa Sdralevich. Una serata speciale per presentare un progetto speciale: magliette dai messaggi forti ma ironici sulla condizione delle donne in Italia e sul lavoro precario, ovviamente equosolidali (e provenienti da una manifattura etica di quel Bangladesh di cui abbiamo parlato nel post precedente). Durante la serata Teresa Sdralevich stamperà in diretta dei manifesti serigrafici creati appositamente per Cascina Cuccagna che saranno distribuiti gratuitamente al pubblico presente all’aperitivo. Il tutto sarà condito dal jazz dei Milanoans e da golosità contadine.