Archivio per la categoria 'progetti di altraQualità'

Dall’Equilibreria all’Afganistan

Per l’Afganistan sembra esserci sempre e solo guerra.
Gli ultimi trent’anni di storia dell’Afganistan sono stati segnati da continui conflitti:
prima la guerra di occupazione da parte dei sovietici, poi la guerra civile tra le diverse fazioni
dei mujaheddin, seguite dal conflitto che ha portato al potere i talebani,
poi ancora l’intervento militare statunitense seguito agli attentati dell’11 settembre 2001.
Emergency è in Afganistan dal 1999.
Oggi sono in funzione tre ospedali, uno ad Anabah, nel Panshir, uno a Kabul, la capitale,
ed un ultimo a Laskar-gah, nel sud del paese.

Ne parleremo in Equilibreria (in via Scienze a Ferrara) il 9 luglio alle 17,30 con Valeria Rustici, volontaria di Emergency.

La partecipazione è gratuita, si richiede la prenotazione.
Per prenotare, telefonare al numero della equilibreria: 0532/247914.

Blanca, mani che profumano d’arancia

colombia-09-044Blanca ha 59 anni, vive a Bogotà ed è un “satelite”.
La capitale colombiana con i suoi più di sette milioni di abitanti è una città in continua espansione e Blanca lo sa bene. Per raggiungere il laboratorio di Sapia/Piel Acida dall’estrema periferia in cui vive, Blanca impiegherebbe circa 2 ore, ma la scelta di divenire un “satelite”, lavorare cioè a cottimo da casa, le ha permesso di avere uno stipendio riuscendo allo stesso tempo ad accudire gli 8 figli e i 29 nipoti.
Essere un satelite a Sapia/Piel Acida significa essere rispettate e valorizzate come qualsiasi altro lavoratore: Sapia paga i lavoratori assunti secondo le norme di legge e riconosce loro tutti i benefici di legge possibili, oltre a premi stabiliti dalla ditta in funzione degli utili. Le “sateliti” vengono pagate al pezzo, il cui valore è calcolato in base al tempo medio impiegato da un artigiano per produrlo e include tutti i benefici goduti dal lavoratore assunto. L’artigiano satellite può decidere se incassare tutta la somma - cosa che in genere avviene - o farsi versare i contributi come si fa per i dipendenti.
Sapia/Piel Acida assicura quindi stabilità e sicurezza ai propri artigiani e Blanca ne è consapevole e orgogliosa: le piace il proprio lavoro e le persone con cui lo condivide.
Questo entusiasmo si rivela anche nella qualità dei prodotti e nella precisione e puntualità con cui li realizza: è una delle migliori artigiane ed è espertissima nella lavorazione della buccia di arancia. Per questi motivi è stata scelta proprio Blanca per partecipare alla fiera di Genova e per tenere un laboratorio per bambini a Ferrara, nella nostra Equilibreria, il 9 giugno alle 17,30.

Chicza, la gomma da masticare intelligente (oltre che biologica, biodegradabile, equa e solidale)

chiczaC’era una volta la gomma che non si attaccava al lavoro del tuo dentista. Si attaccava però a tutto il resto: marciapiedi, monumenti, vestiti, capelli. Già, c’era una volta…e ora? Ora c’è Chicza, il primo chewing gum bioegradabile, biologico ed equo solidale. Chicza nasce da un lungo lavoro di ricerca svolto dal Consorzio Chiclero che riunisce più di 2000 raccoglitori di caucciù della foresta pluviale messicana, la seconda, per grandezza, del mondo. Dopo un intenso lavoro durato 4 anni, i Chicleros sono riusciti a produrre il primo chewing gum completamente biodegradabile e naturale. Il valore aggiunto di questa nuova produzione è molto alto: vendendo il chewing gum, anziché soltato la semplice gomma, possono guadagnare fino a sei volte di più e slegarsi da dinamiche di mercato instabili e sempre a loro svantaggio.
La produzione e la vendita di Chicza ha migliorato la qualità della vita dei raccoglitori e delle loro famiglie, circa 10.000 persone, permettendo loro di raggiungere l’autonomia economica e sociale.

Per saperne di più  da leggere o scaricare la scheda-chicza

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equo manifesto abusivo

tshirt_bersaniManifesto abusivo è il titolo del nuovo disco di Samuele Bersani e del suo nuovo tour. Come tutti  i tour musicali, anche questo ha il suo bravo merchandising. Ma in questo caso niente magliette dagli oscuri passati, bensì,  tutte equo solidali, vendute dai volontari di Emergency che saranno presenti con un banchetto a tutte le date con le t-shirt ufficiali del tour (i primi due concerti saranno a Rimini il 26 marzo e a Milano il 31).  Il ricavato della loro vendita sarà devoluto interamente al Centro pediatrico di Bangui in Repubblica Centrafricana. Altro valore in più delle T-shirt è che sono realizzate  in una delle manifatture del Bangladesh in cui abbiamo attivato, insieme alla ONG Aarong, un progetto sanitario: per ogni t-shirt venduta sarà accantonata una percentuale del prezzo per fornire gratuitamente visite mediche, medicinali e un fondo di asssitenza per emergenze per gli operai e le operaie della manifattura.

ultime da Mumbai

dettaglio bluSono appena arrivai i nuovi lavori realizzati dalle donne del Navjeet, il progetto avviato da Ibo Italia nel quartiere Bandra di Mumbai di cui abbiamo già parlato. Letizia, la cooperante che segue il progetto per conto di Ibo Italia, ci ha scritto per raccontarci l’entusiasmo delle donne davanti a questa importazione  e il piccolo grande effetto che ha avuto sulle loro vite.

“La settimana scorsa le donne hanno ricevuto il pagamento del lavoro fatto per il vostro ordine. Ieri Geeta ed il gruppo di Bandra East era qua con me ed ho chiesto loro cosa hanno fatto con i soldi. si sono messe a ridere e mi hanno risposto “…spesi tutti!”.

In passato avevamo parlato di “gestione dei soldi”, e soprattutto alle ragazze che fanno i gioielli, avevo suggerito di mettere sempre qualcosina da parte. Ecco che allora le donne, dopo una gran risata, mi hanno subito detto “… ma li abbiamo spesi bene Lethy!”

Geeta, la nostra sarta migliore, ha comprato il cellulare al figlio, un ventilatore, una particolare brocca per fare il the ed altre cose per la casa che non saprei tradurvi.

Le figlie e nipoti di Geeta che hanno partecipato all’ordine (principalmente gioielli  e un po’ di cucito) sono felicissime perchè si sono potute pagare le tasse per fare un corso di beautycian (estetista), e sono venute al Navjeet con pinzette e fili vari per la depilazione, così adesso tra stoffe, bottoni, ago e filo, ci dedichiamo anche alle cure estetiche!

Scherzi a parte, sono ragazze giovani, ed è bene che si creino opportunità diverse per il futuro, quindi è bello sapere, che con i soldi ricavati dalla produzione di gioielli, hanno pensato ad iscriversi ad un corso (600 Rs circa 10 Euro)

Geeta Warma, la nostra giovane  e attivissima new entry, invece ha pensato bene di fare spese folli comprandosi ben 6 salwar kameez  (vestito tradizionale locale)! “come 6?!”  le ho chiesto stupita. il suo volto entusiasta ha risposto per lei. Non avremmo forse fatto così anche noi, avendo nell’armadio solo le solite 2 vecchie magliette?!

Kamlesh, la più grande del gruppo gioielli, che questo anno ha iniziato anche a cucire le borse come supporto a Geeta, è l’unica che non ha usato i soldi, ma li ha messi via per i suoi figli che sono ancora piccoli. Anche lo scorso anno aveva fatto così. Le abbiamo fatto i complimenti e valorizzato la sua scelta.

Grazie a Kamlesh non manca mai un appunto sul risparmio. Sicuramente ne dovremo riparlare, ma avrà senso quando ci sarà una buona continuità di lavoro.

(…) Insomma, ecco un piccolo spaccato della nostra vita qui, di come anche tra loro queste donne sono così diverse in maniera splendida, ognuna di loro con propri sogni ed idee.”

Letizia

La  scheda del progetto navjeet.pdf