Archivio per la categoria 'progetti di altraQualità'

Le ciotole in cocco laccato di Craftlink: il processo produttivo


La creazione di oggetti laccati con il processo artigianale tradizionale vietnamita è abbastanza complicata e può richiedere fino a 115 giorni per finire un singolo pezzo. Anche per una semplice ciotola servono almeno 75 giorni se vengono rispettate tutte le fasi di lavorazione. I prodotti laccati di Craftlink sono il risultato di un processo di lavorazione che comprende almeno 13 passaggi.

1.-2. Il guscio della noce di cocco, pulito e levigato, viene esaminato e individuate eventuali crepe o imperfezioni che verranno sigillate con lacca naturale ricavata dall’albero della lacca originario della provincia di Phu Tho – Vietnam.

3. La ciotola di cocco viene ricoperta da una fine garza di cotone che assicura da eventuali rotture in fasi successive.

4. A questo punto viene preparata la miscela con cui verrà ricoperta la parte interna della ciotolina: la lacca naturale viene mescolata a una miscela composta da sassi di montagna finemente macinati, segatura e terreno alluvionale, ottenendo un composto cremoso di colore marrone scuro. L’artigiano, con una speciale spatola, riveste l’interno della ciotola con uno spesso strato di questo composto.

5. Quando il rivestimento si è asciugato il prodotto viene messo sotto l’acqua e lucidato con una pietra affilata.

6. Utilizzando un pennello fatto di fibre naturali, l’artigiano ricopre l’interno della ciotola con una miscela di terreno alluvionale e lacca naturale.

7. Quando il rivestimento è asciutto, la ciotola viene nuovamente messa sotto l’acqua e lucidata.

8 -9- 10. Dopo la lucidatura viene eseguito un ulteriore passaggio della miscela di lacca e terreno alluvionale, quindi la ciotola sarà posta ancora sotto l’acqua e levigata per la terza volta.

11. Infine l’interno della ciotola viene ricoperto di lacca naturale pura.

12-13. Ancora una volta il prodotto viene lucidato sotto l’ acqua e levigato con una pietra affilata.

L’interno della ciotola è ora di colore marrone scuro che rappresenta la base per ulteriori e successive decorazioni o tinte di colori diversi.

Se la ciotolina prevede delle decorazioni si procede così: i disegni sono riportati a stencil sulla superficie e i dettagli dipinti a mano. Questo è il motivo per cui ogni prodotto in lacca è un pezzo unico. Nessuno è mai identico ad un altro. Successivamente la superficie senza disegno viene dipinta con lacca e le parti disegnate sono verniciate con una speciale lacca trasparente.
Quindi vengono applicati altri due strati di lacca trasparente e infine la ciotola viene lucidata con la cera, prima di essere rifinita, controllata e preparata per l’imballaggio.

Se la ciotola in cocco prevede una decorazione in madreperla, dopo i primi 11 passaggi si procede così: la superficie con la lacca ancora fresca viene ricoperta di piccoli pezzi di madreperla, in modo da creare un intarsio. A questo punto bisogna aspettare due giorni fino a completa asciugatura. Quindi il prodotto viene passato con altri due strati di lacca trasparente. Infine la ciotola viene lucidata con la cera ed è pronta per essere imballata.

GUARDA LE CIOTOLE DI CRAFTLINK

I principi del fair trade: equità di genere e libertà di associazione

upavimIn occasione del Maggio Equo stiamo proponendo sulla nostra pagina FB un viaggio attraverso prodotti e progetti che raccontino come noi di altraQualità viviamo i 10 principi del Fair Trade secondo WFTO. Oggi è il giorno del sesto principio, quello che evidenzia la parità di genere e la libertà di associazione. Per rappresentarlo abbiamo scelto UPAVIM, un progetto molto bello, attraverso cui le donne di una città difficile e violenta come Città del Guatemala, sono riuscite a fare fronte comune alle numerose difficoltà e miserie e a darsi una possibilità di vita serena. Tra le tante, vi raccontiamo la storia di Angela, una storia tristemente comune a Città del Guatemala, perché fatta di cicatrici indelebili lasciate dalla violenza sulla pelle e nel cuore. Angela, infatti, prima di conoscere Upavim era vittima di un marito violento che non dava tregua a lei e ai 3 figli. Grazie al sostegno di Upavim e al lavoro come artigiana, però, Angela ha potuto lasciare il marito e ricostruirsi una nuova vita, crescendo anche professionalmente: entrata come artigiana ora si occupa dell’amministrazione ed è vice-presidente. Il supporto dell’associazione è stato fondamentale anche in un altro momento durissimo della sua vita, quando la figlia venne assassinata in strada da una banda. Angela adesso non è sola e non lo sarà più: UPAVIM è riuscita ad aggregare molte donne indifese (ora son 63 socie di cui 50 artigiane) aiutandole a costruire un futuro di speranza in un luogo attraversato da una violenza che non risparmia nessuno.

Quando il commercio equo incontra la cooperazione internazionale: il progetto Tajiki Handicraft

Quando nel 1991 l’Unione Sovietica si disintegrò, il Tajikistan proclamò
l’indipendenza scivolando però rapidamente in una guerra civile
che vedeva contrapposti il partito islamico e quello democratico. La
guerra, che si protrasse dal 1992 al 1997 fece più di 50.000 vittime
e trasformò il Tajikistan in uno degli angoli più insanguinati dell’Asia.
Altri momenti drammatici seguirono anche negli anni successivi alla
pace, come un attacco kamikaze a Khujand, e i conflitti armati tra le
forze governative e militanti dell’opposizione. Con un simile passato
recente il paese fatica a trovare la sua strada verso la stabilità anche
economica e rimane la zona più povera delle ex repubbliche socialiste
sovietiche.
Il Cesvi, organizzazione non governativa nata a Bergamo nel 1985, è
attivo in Tajikistan dal 2001
con progetti di sviluppo sanitario, gestione
e uso sostenibile delle risorse naturali, supporto alla produzione
agricola di nuclei familiari svantaggiati e negli ultimi anni anche di
miglioramento dell’artigianto locale. Per rafforzare questa parte del
progetto ci hanno chiesto di collaborare per sviluppare
prodotti e commercializzarli in Italia.
Noi abbiamo coinvolto
il designer Edoardo Perri, che conosciamo da tempo e che ci ha accompagnato in Tajikistan per seguire gli artigiani da vicino, attraverso un workshop per migliorare le loro tecniche produttive,
studiare nuovi prodotti e migliorare la qualità di quelli esistenti,
mentre noi verificavamo le condizioni di fattibilità di un partneriato
commerciale equo solidale.
Da questo lavoro sono nati bellissimi prodotti nei materiali ticipi della zona: feltro, pelle, pietre dure. Sono cuscini, borse, pantofole e piccoli gioielli tutti da scoprire.
Per diffondere il progetto, presentare i prodotti e approfondire le possibili sinergie tra cooperazione internazionale e commercio equo abbiamo organizzato alcuni incontri cui parteciperemo insieme ad alcuni rappresentanti del Cesvi e a una delegazione di artigiani tajiki.

- Venerdì 23/11 h 17 Bologna - bottega C’è un mondo, via Guerrazzi 20A
- Sabato 24/11 h 17 Ravenna - bottega Villaggio Globale, via Venezia 26
- Lunedì 26/11 h 17 Bergamo - bottega Il Seme, via Bellini 1
- Martedì 27/11 h 21 Brescia – bottega Cooperativa Solidarietà
(presso PinAC, via Disciplina 60 – Rezzato)
- Venerdì 30/11 h 17,30 Milano presso Spazio Streetstudio
zona Ventura – Lambrate via Sbodio 30/6
con la partecipazione e la collaborazione di Edoardo Perri- Whomade

La nuova collezione di bigiotteria equo solidale per l’autunno – inverno

Una collezione preziosa come preziosi sono i doni della natura: la tagua è trasformata in gioiello con eleganti incisioni al laser che disegnano merletti sulla superficie dei ciondoli e l’intaglio sfaccettato dei pendenti ricorda le pietre dure. Oltre alla tagua, la collezione è caratterizzata da altri materiali naturali come i semi di chirilla, pelle recuperata e scamosciata, piccole perle in cristallo alternati a elementi in metallo dorato e argentato e rame anticato. Collane lunghe, girocolli, pendenti, bracciali e orecchini sono realizzati interamente a mano dagli artigiani del laboratorio interno di Sapia (Colombia). La collezione è stata disegnata e creata in esclusiva per noi di altraQualità rafforzando una collaborazione che dura da diversi anni e che è riuscita a creare nuovi spazi commerciali per piccoli artigiani e imprenditori colombiani con il progetto El Otro Plan Colombia.

Volti di Navjeet

Poco dopo il ritorno del nostro presidente David Cambioli dall’ India, è venuta a trovarci in sede a Ferrara una delle ragazze che prestano il servizio volontario internazione con IBo Italia proprio presso il centro Navjeet a Bandra, uno degli slum più grandi di Mumbai. Insieme a una bella chiaccherata ci ha regalato delle foto con le donne del progetto, riprese durante alcune fasi della produzione: cucitura, confezionamento, preparazione delle scatole per la spedizione.

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