Archivio per la categoria 'progetti di altraQualità'

Il primo semestre 2018 in prezzi trasparenti


Questo primo semestre è stato per noi molto intenso: abbiamo lavorato duramente per allargare le nostre proposte con linee di prodotti innovative, originali, particolari per design, motivi decorativi, funzione, provenienza, come le borse mare dall’India, i le ciotole in vetro dall’Egitto, i teli mare dalla Tunisia, la linea PL&U, e altre novità che presto vedrete. Il nostro è un lavoro di ricerca continuo che affrontiamo sia durante i viaggi missione, dove cerchiamo di visitare sempre nuove realtà produttive, sia durante le fiere di artigianato internazionali dove possiamo incontrare produttori di paesi in cui ancora non abbiamo contatti.
Testimoni di queste relazioni sono i prodotti arrivati raccontati anche attraverso i loro prezzi trasparenti, alcuni dei quali, i più rappresentativi, vi proponiamo di seguito, da scaricare e tenere in bottega.
ask-cesto-hogla-febbraio2018
prokretee-cesto-portabiancheria-febbraio2018
Sapia-collana-enlace-marzo2018
ecuilibriodiseno-orecchini-arauca-marzo2018
sapia-portafoglipelle-marzo2018
craftbeauty-borsa-messenger-cactus-marzo2018
craftlink-ciotola-cocco-gialla-fiori-marzo2018
craftlink-tazza-marzo2018
glasstyle-ciotolavetro-aprile2018
lartisan-telo-mare-aprile2018
noahsark-cornice-aprile2018

Il totumo: dalla zucca al gioiello!

Per realizzare alcune linee di bigiotteria gli artigiani di Sapia utilizzano la buccia essiccata di un frutto chiamato Jicara o Totumo, che cresce su alberi alti fino a 5 metri, diffusi in tutta la Colombia.
Le forme e le dimensioni dei frutti sono molte e diverse: piccoli e affusolati o grandi e rotondi, ma tutti condividono le stesse caratteristiche in termini di durezza, resistenza e durata , anche se lo spessore e il colore possono variare.
La polpa morbida delle zucche è comunemente usata per alimentare gli animali, mentre la buccia, spessa e dura, viene di solito gettata via o recuperata, come in questo caso, per realizzare deliziosi oggetti di bigiotteria.

Processo produttivo
1. Raccolta della zucca: i frutti sono raccolti quando cadono dall’albero, così gli artigiani possono scegliere quelli più adatti alla lavorazione per qualità, colore, forma e dimensione.

2. Il frutto viene tagliato in 2 parti. L’artigiano scava la polpa, lasciandone un sottile strato sulla buccia che è ancora morbida e delicata. Poi la buccia viene bollita in acqua per circa 1 ora, fino a raggiungere un intenso colore marrone.

3. La buccia viene lasciata asciugare per 1 o 2 giorni, a seconda dell’umidità dell’ambiente e della temperatura, finchè diviene dura come il legno: allora può essere intagliata e sagomata.

4. Successivamente la superficie viene levigata con carta vetrata fino a diventare liscia e uniforme e i bordi vengono limati.

5. I pezzi sono pronti per essere verniciati. A seconda della tecnica, possono essere colorati con vernice acrilica o inchiostro traslucido.

6. In base al risultato che l’artigiano vuole ottenere, la finitura lucida può essere realizzata utilizzando resina polimerica o cera d’api. Entrambe le lavorazioni sono manuali e danno risultati molto diversi: con la resina si ottiene una superficie molto lucida e patinata, mentre con la cera d’api l’effetto sarà più opaco e materico.

7. Una volta terminata la lavorazione e decorazione di ciascun elemento gli artigiani procedono all’assemblaggio in collande, orecchini o bracciali.

Peace, love and understanding: a 50 anni dal ’68

peace, love and understanding promo di maggio
50 anni fa il ‘68: la Primavera di Praga e la guerra in Vietnam, la morte di Martin Luther King e di Bob Kennedy, il maggio francese e le occupazioni studentesche in Italia, le contestazioni e il flower power.
1968: un anno che sembra lungo un secolo, un anno che del suo secolo ha riassunto contraddizioni e slanci. Un anno su cui ci siamo voluti soffermare per rivederlo in prospettiva, non in modo nostalgico ma come spunto per riflettere (come ha fatto anche una mostra recente a Milano -> http://www.mostrarevolution.it). E del 1968, ispirandoci a una canzone portata al successo da Elvis Costello (->https://www.youtube.com/watch?v=Ssd3U_zicAI) , abbiamo scelto 3 parole simbolo, peace, love e understanding, della cui presenza c’è più che mai bisogno.
Indossiamole, portiamole in giro, mostriamole orgogliosi, spargiamole come semi di speranza, come segno di una rivoluzione pacifica che guarda avanti, conservando di ciò che è stato solo le cose migliori!

Gli articoli realizzati in esclusiva per altraQualità:

Taccuini: dagli scarti di cotone dell’industria dell’abbigliamento il taccuino 100% sostenibile, con una copertina in carta di cotone e l’interno in fogli di carta FSC, prodotto artigianalmente in India secondo elevati standard etici da NHE.
T-shirt e shopper: in cotone bio e Fairtrade realizzate da Armstrong Knitting Mills, India
Borse e accessori in camera d’aria riciclata: rock, resistenti ed ecofriendly, gli accessori unisex dall’animo urbano realizzati da Manifactura Ariza, Colombia
Ceramica: tazze, teiere, mug e tisaniere dipinte a mano con il logo della campagna dagli artigiani di Craftlink
Portalumini e altri piccoli oggetti: in metallo e materiali di recupero per avere sempre con sé il simbolo della pace, realizzati con creatività dagli artigiani di Noah’s Ark, in India.

TUTTE LE INFO PER ADERIRE ALLA PROMOZIONE PL&U

Fashion Revolution 2018

I nostri vestiti sono un modo per esprimere chi siamo. Non parlano solo di noi: raccontantano anche storie lontane e nascoste, come quelle di produttori di cotone, tessitori, tintori e altri lavoratori che realizzano ciò che indossiamo. E se non sappiamo chi ha fatto i nostri vestiti, noi non possiamo essere sicuri che sono stati prodotti in modo giusto, pulito e sicuro.

Ecco perché noi vogliamo chiedere ai brand #whomademyclothes, chi ha fatto i miei vestiti?
Vogliamo sapere che i nostri vestiti non sono prodotti a scapito di persone o dell pianeta.
Attualmente, la realizzazione di capi di abbigliamento richiede quantità enormi di acqua, energia e terreni. E sfortunatamente molti dei nostri vestiti finiscono nella discarica. Ad esempio negli Stati Uniti, sono circa 11 milioni le tonnellate di abiti che vengono gettate.
E circa il 95% potrebbe essere riutilizzato o riciclato.
Dobbiamo trovare nuove strade per la moda, nuovi modi di pensare e realizzare l’abbigliamento e tutto ciò che ruota attorno ad esso.

Nel quinto anniversario del crollo del Rana Plaza, fabbrica di abbigliamento a Dacca in cui morirono più di mille persone, aderiamo al Fashion Revolution Day raccontando cosa ci lega al nostro capo di abbigliamento preferito. Quel vestito, t-shirt o accessorio che abbiamo da anni e che continuiamo a indossare, rappresenta una “storia d’amore” contro la moda usa e getta che rende ogni capo anonimo ed effimero.

Come fare: fatevi una foto con il vostro capo di abbigliamento preferito (magari Trame di Storie!) e spiegate in poche righe perchè è importante. Mandateci la foto entro il 21 aprile e noi la condivideremo sulla pagina Fb di altraQualità, insieme alle nostre, per dire a tutti che anche noi vogliamo la fashion revolution!

Indossate, fotografate e raccontate: aiutateci a cambiare la moda :)

La nuova collezione PE Trame di Storie

La nuova collezione Primavera-Estate 2018 Trame di Storie è un giocoso caleidoscopio di texture, pattern, linee e colori: abbiamo voluto costruirla alternando tessuti più strutturati come il cotone in varie lavorazioni (jaquard e stampe) a tessuti leggeri come quelli creati dagli intrecci di seta+lino e seta+cotone che esprimono molteplici sfumature cangianti e si modellano in mille pieghe fluide e avvolgenti. I nuovi tessuti di Artisan Hut (scopri come è nata questa collaborazione), lavorati interamente al telaio manuale, sono due tipologie di jacquard: uno a motivo geometrico con rombi in bianco e nero e l’altro a pois fucsia su sfondo color tabacco.
Con il jaquard di Artisan Hut abbiamo ulteriormente lavorato tingendo il filo a tie-dye prima ancora della tessitura ottenendo un originale motivo a contrasto, contraddistinto da righe alternate e sfumate.
La leggerezza del cotone garzato ha un alleato nella stampa a disegno cachemire, motivo leggendario, le cui origini risalgono all’impero persiano. Il suggestivo pattern a forma di goccia ritorta, mango, foglia stilizzata o palma, ha attraversato i secoli e gli oceani, arricchendosi ogni volta di intarsi e ancora oggi evoca mondi lontani, portando con sé, insieme al suo misterioso significato, un’inequivocabile profumo d’India.

I PREZZI TRASPARENTI:
ArtisanHut-vestito-marzo2018
Craftlink-top-marzo2018
Auromira-top-marzo2018