Archivio per la categoria 'equo appunti per la formazione'

Profumi e sapori di Javara per la biodiversità

Festeggiamo la giornata mondiale della biodiversità con i prodotti di Javara, importati da Scambi Sostenibili per Equolink: noodles, sali particolari, farine di patata viola, manioca e banana, zucchero di cocco, spezie pregiate e molte tipologie di risi nativi, gustosi e originali.
Javara Kampung Kearifan Indonesia è un’organizzazione per la conservazione della biodiversità culturale e gastronomica dell’Indonesia, il cui obiettivo è rafforzare la produzione di alimentari naturali del paese utilizzando le eccellenze dei produttori locali e promuovendo la saggezza indigena di agricoltura olistica.
Oggi Javara conta più di 50.000 produttori che incoraggia a sviluppare le colture stagionali in rotazione consequenziale e non le stesse per tutto l’anno, poichè ritiene che “manomettere” le stagioni per aumentare la produttività danneggi l’ecosistema ambientale e provochi danni a lungo termine. Inoltre la ricerca e la produzione di molte varietà di riso nativo contribuisce a mantenere la biodiversità del territorio e permette ai contadini di non doversi piegare alle monoculture standardizzate, imposte dalle multinazionali dei cereali.

Le farine che vi proponiamo, ad esempio, sono un’ originale alternativa e un arricchimento per le miscele di farine tradizionali. Sono tutte prodotte in modo semplice e naturale, essiccando e macinando frutti e tuberi, senza aggiungere nè conservanti nè altri additivi. La farina di patata dolce viola, ricca di antiossidanti, può essere utilizzata per torte, biscotti, pancake e per dare un bel colore viola alla pasta. La farina di banana, digeribile e ricca di potassio, può essere utilizzata per preparare torte, biscotti, e dare morbidezza agli impasti, in combinazione con altre farine. La farina di manioca, anch’essa molto digeribile, viene usata per addensare creme, preparare dolci, biscotti e pane, mentre la farina di sorgo, molto delicata, può essere aggiunta alle normali farine per rendere i preparati leggeri e soffici.
Infine lo zucchero di cocco: profumatissimo e delicato, lo zucchero di cocco dona un tocco in più a torte e dolci, e ha un indice glicemico molto più basso rispetto allo zucchero bianco.

I risi, invece, fanno parte della linea Javara Tropical Heritage Rice Collection che raccoglie varietà di riso native dell’arcipelago indonesiano, esempi dell’incredibile risorsa in termini di biodiversità che questa zona offre. Le varietà che vi proponiamo sono 5: il riso nero (varietà Hempo Citam) è perfetto per accompagnare le pietanze, per risotti. Il riso integrale, varietà Menthik Wangi, profumatissimo, molto gustoso e ricco di fibre è indicato per risotti e insalate di riso. Lo spettacolare riso viola, varietà Melik, ricco di magnesio e antiossidanti, si presta a originali risotti e accompagna delicatamente le pietanze. Il riso rosso, varietà Andel Abang, contiene selenio ed è ottimo per piatti con sughi di carne o verdure e per preparare gustose insalate fredde. Infine il riso rosa, varietà Saudah, può essere utilizzato per tutti i tipi di piatti, anche risotti o paella.

La linea Javara inoltre comprende sali aromatizzati, spezie pregiate e i golosi e colorati noodles.

Come utilizzare le farine?
Ecco alcune ricette javara

Dallo Sri Lanka una storia …al telaio!

zainetto selynTanto colore, pazienza e abilità per realizzare gli accessori per bambini più allegri che ci siano: così nascono i prodotti in cotone di Selyn, dello Sri Lanka, organizzazione storica del commercio equo, fondata nel 1994 da Sandra Wanduragala, una tenace e coraggiosa avvocatessa. Partita con 4 telai e 15 artigiani ora Selyn conta più di 1000 membri e vende in tutto il mondo. Una bellissima storia, quella di Selyn, di commercio equo, valorizzazione delle tradizioni e creatività.
Sandra è una donna forte e solare, capace di grandi sogni e di metterli in pratica al servizio della sua gente. E’ così che ha dato vita a una organizzazione che a oggi ha più di 1000 membri, il 97% delle quali sono donne. Nel 1991 Sandra, da poco laureatasi in legge, in un vecchio casolare donatole dal padre in occasione del suo matrimonio, fondò Selyn, una piccola manifattura con soli tre telai. Oggi Selyn ha spostato la sede nella cittadina di Kurunegala e ha all’attivo più di 16 laboratori famigliari, pensati in un ottica di sviluppo delle piccole comunità e di creazione di benessere locale.
Continua a sostenere Selyn attraverso i suoi bellissimi prodotti! Li trovi qui

I principi del fair trade: equità di genere e libertà di associazione

upavimIn occasione del Maggio Equo stiamo proponendo sulla nostra pagina FB un viaggio attraverso prodotti e progetti che raccontino come noi di altraQualità viviamo i 10 principi del Fair Trade secondo WFTO. Oggi è il giorno del sesto principio, quello che evidenzia la parità di genere e la libertà di associazione. Per rappresentarlo abbiamo scelto UPAVIM, un progetto molto bello, attraverso cui le donne di una città difficile e violenta come Città del Guatemala, sono riuscite a fare fronte comune alle numerose difficoltà e miserie e a darsi una possibilità di vita serena. Tra le tante, vi raccontiamo la storia di Angela, una storia tristemente comune a Città del Guatemala, perché fatta di cicatrici indelebili lasciate dalla violenza sulla pelle e nel cuore. Angela, infatti, prima di conoscere Upavim era vittima di un marito violento che non dava tregua a lei e ai 3 figli. Grazie al sostegno di Upavim e al lavoro come artigiana, però, Angela ha potuto lasciare il marito e ricostruirsi una nuova vita, crescendo anche professionalmente: entrata come artigiana ora si occupa dell’amministrazione ed è vice-presidente. Il supporto dell’associazione è stato fondamentale anche in un altro momento durissimo della sua vita, quando la figlia venne assassinata in strada da una banda. Angela adesso non è sola e non lo sarà più: UPAVIM è riuscita ad aggregare molte donne indifese (ora son 63 socie di cui 50 artigiane) aiutandole a costruire un futuro di speranza in un luogo attraversato da una violenza che non risparmia nessuno.

Filiera responsabile e trasparente: come nasce una collezione Trame di Storie


Il secondo principio del fair trade secondo WFTO è che ogni prodotto e progetto deve nascere e svilupparsi secondo una filiera responsabile e trasparente, in cui sia possibile rintracciare ogni passaggio e ogni persona coinvolta. Vogliamo mostrarvi come noi vediamo questo principio raccontandovi come nasce una collezione Trame di Storie, perché rappresenta bene il nostro metodo di lavoro e come applichiamo i principi di responsabilità e trasparenza alla filiera produttiva.

1.La relazione con i produttori
Ogni collezione è frutto innanzitutto di una relazione costante e diretta con i partner produttori di India, Bangladesh, Vietnam, Colombia. Per consolidarla anno dopo anno, una o più persone dello staff di altraQualità visitano i partner inclusi nel progetto, verificando le condizioni di lavoro, si documentano sui metodi e sulle tecniche produttive (dalle materie prime utilizzate alla loro versatilità, dalle tecniche di tintura a quelle di tessitura). In questa fase vengono raccolte tutte le informazioni che serviranno poi a creare dei modelli compatibili con i materiali e con le abilità dei partner produttori.
Solo una relazione di questo tipo può dare vita a un rapporto creativo ed empatico che permettere di superare le problematiche legate alla differenza culturale, alle diverse modalità produttive e alle condizioni di lavoro e di vita.
2. L’elaborazione creativa
In questa fase la designer di altraQualità crea i modelli, individua i tagli e sceglie i tessuti. Così nascono i primi bozzetti che andranno a comporre la collezione. Vengono poi contattati i produttori cui viene commissionata la fornitura di pezzature dei materiali e delle tinte richieste.
3. La mediazione e la realizzazione
La fase di realizzazione dei modelli è un lavoro anche di “mediazione culturale”, tra le modalità di produzione dei produttori e i nostri standard sartoriali. La sarta realizza un modello per ciascuno dei disegni creati dalla designer procedendo ai necessari adattamenti. Successivamente la nostra modellista sviluppa le taglie e crea i cartamodelli nel modo più preciso e comprensibile possibile.
4. La prova e la qualità
Modelli e cartamodelli sono inviati ai produttori i quali realizzeranno a loro volta dei campionari, in tutte le taglie, da inviarci per verifica. Nel caso si riscontrino imperfezioni, queste vengono comunicate al produttore per iscritto e, se del caso, vengono nuovamente inviati i modelli corretti, sulla base dei quali essi procederanno a produrre ed inviare nuovi campioni.
5. La produzione
Una volta ricevuti tutti i campioni corretti, si procede all’ordine e viene avviata la produzione che richiede all’incirca 4 mesi di lavoro da parte dei nostri partner.

E dopo? Le storie dei sopravvissuti al Rana Plaza: Asma

Continuiamo con la traduzione dell’articolo di Taslima Akhter per il Fashion Revolution blog, sulle storie di chi è sopravvissuto al crollo del Rana Plaza (qui in originale).

Quattro anni fa, Asma cuciva seduta al fianco di decine di altre persone per la Phantom Garments, fabbrica di abbigliamento al quarto piano del Rana Plaza. Dopo aver lavorato per qualche ora, il mondo le è crollato letteralmente addosso. Asma rimase sepolta sotto le macerie per 3 giorni, costretta a bere le sue urine per non morire di sete.

Dopo essere stata salvata ha ricevuto un risarcimento di 200.000 Takas (£ 1950), che ha usato per rimettere in sesto se stessa, la sua vita e quella del figlio Arif. Asma era infatti sola a affrontare quella tragedia, perchè suo marito se ne era andato due anni prima, molto probabilmente perchè non guadagnava abbastanza. Asma non può tornare al suo vecchio lavoro alla macchina da cucire: la fabbrica è un trauma che non riesce a affrontare. Attualmente guadagna 4.000 Takas (£ 46) al mese come collaboratrice domestica, lavorando in due diverse famiglie vicino al luogo dove crollò il Rana Plaza quattro anni fa.

Ora il figlio di 13 anni guadagna più di Asma. Oltre all’affitto di qualche migliaio di Takas, Asma e Arif inviare 1.500 Takas (£ 15) ogni mese alla figlia Sumaya, che vive con altri parenti nel villaggio natale di Asma.

Come molte donne che hanno lasciato le loro case in cerca di lavoro, Asma, che ha 29 anni, sogna di tornare al suo villaggio natale a vivere in una casa tutta sua, con un piccolo pezzo di terra. Ma i suoi ricordi ancora tenerla sveglia durante la notte. Alla fine di febbraio 2017, le condizioni di Asma sono peggiorate ed è stata ricoverata in ospedale. I dottori le hanno diagnosticati disturbi da malnutrizione e un trauma profondo. Così ora lei deve rimanere in ospedale e recuperare. Suo figlio Arif è l’unica persona che si prende cura di lei.