{"id":3446,"date":"2023-06-05T15:27:57","date_gmt":"2023-06-05T14:27:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=3446"},"modified":"2023-06-05T16:16:28","modified_gmt":"2023-06-05T15:16:28","slug":"unazienda-indiana-verso-limpatto-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=3446","title":{"rendered":"Un&#8217;azienda indiana verso l&#8217;impatto zero"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>I dettagli non sono mai dettagli.<\/strong> Per noi ogni elemento o fase produttiva deve essere curato e raggiungere i pi\u00f9 alti livelli di eticit\u00e0 e sostenibilit\u00e0, anche per cose apparente mente piccole. Pensate alle etichette dei vestiti, spesso in plastica o carta rigida. Da dove vengono questi cartellini? Chi li realizza? Come impattano? Noi ci abbiamo pensato e da diversi anni <strong>le etichette delle collezioni TRAME  e da quest&#8217;anno anche per di On Earth sono realizzate riciclando scarti di cotone <\/strong>da una azienda davvero virtuosa la Punarbhavaa Sustainable Products, in India, nata nel 2010 con l&#8217;intento di realizzare etichette e imballaggi con materiali riciclati, non tossici e rispettosi dell&#8217;ambiente. Li abbiamo visitati a fine maggio e il riscontro \u00e8 stato molto positivo. PSP, infatti si caratterizza per l&#8217;approccio e il metodo: <strong>punta all\u2019impatto zero ambientale per il lavoro di riciclo, recupero, upcycling che fa su vari materiali, soprattutto il cotone, <\/strong>ma anche per le tecnologie che utilizza per la <strong>produzione energetica, la depurazione delle acque residue di lavorazione, la circolarit\u00e0 delle lavorazioni. <\/strong><br \/>L\u2019impianto principale si trova nella zona di Karur in un\u2019area rurale. L&#8217;edificio \u00e8 molto curato e la zona esterna piena di alberi, soprattutto palme da cocco e banani, in modo coerente e integrato con l\u2019ambiente circostante. Qui lavorano, dalle 10 alle 19, circa 50 persone tra impiegati e operai,  assunti in modo  regolare, pagati a salario con assicurazione, contributi, malattia, maternit\u00e0 ecc. C&#8217;\u00e8 anche una mensa che fornisce i tre pasti per tutti e il clima interno \u00e8 molto buono, si sente che sono molto affiatati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carta dagli scarti: il processo di lavorazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217; impianto di Karur che abbiamo visitato viene prodotta la <strong>carta da scarti di cotone raccolti o conferiti dalle industrie della zona di Tirupur.<\/strong> Una cosa interessante \u00e8 che \u00e8 possibile richiedere scarti che provengono da cotone certificato GOTS e Fairtrade e uno dei maggiori fornitori di scarti infatti \u00e8 il nostro partner Armstrong. Si tratta di scarti di lavorazione come fili, piccoli  scampoli di tessuto bianchi, naturali o colorati per produrre  fogli di varie tonalit\u00e0 che vengono poi utilizzati a seconda delle  esigenze e richieste dei clienti. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli scarti vengono inzialmente triturati, quindi fatti macerare in acqua <\/strong>per ottenere la polpa. Questo materiale viene successivamente <strong>miscelato al fine di ottenere un liquido omogeneo e facilmente lavorabile<\/strong> dall\u2019impianto che realizza a rullo i fogli di diverse grammature. Un primo processo di asciugatura viene fatto dalla stessa macchina che stende i fogli, ma occorre poi anche un tempo di <strong>asciugatura all\u2019aria aperta,<\/strong> che ha durata variabile a seconda del clima.<\/p>\n\n\n\n<p>I fogli asciutti vengono poi ulteriormente <strong>pressati e sottoposti a un processo di lisciatura <\/strong>pi\u00f9 o meno intenso a seconda dell\u2019uso finale dei fogli. Si possono ottenere fogli molto sottili e lisci, adatti alla scrittura ma anche cartoncino fatto di vari strati pressati, molto resistente ed adatto a produrre anche le grucce.<\/p>\n\n\n\n<p>In un altro impianto i prodotti ottenuti dalla lavorazione (etichette, confezioni, cartellini grucce) vengono <strong>stampati con diverse tecniche, dalla serigrafica alla digitale<\/strong>. per la stampa su carta usano quasi esclusivamente <strong>inchiostri a base di soia, a basso impatto ambientale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019acqua di lavorazione residua viene filtrata e re-immessa nel ciclo di produzione <\/strong>oppure trattata ulteriormente per poter essere utilizzata anche in agricoltura. Tutto l\u2019impianto, cos\u00ec come gli altri che ho visitato funziona con <strong>pannelli solari, senza necessit\u00e0 di apporto esterno di elettricit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/www.altraqblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Progetto-senza-titolo7.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dettagli non sono mai dettagli. 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