{"id":3396,"date":"2022-10-04T11:27:43","date_gmt":"2022-10-04T10:27:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=3396"},"modified":"2022-10-04T16:54:58","modified_gmt":"2022-10-04T15:54:58","slug":"20-anni-e-un-messaggio-dagli-amici-iraniani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=3396","title":{"rendered":"20 anni e un messaggio dagli amici iraniani"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>4 Ottobre 2022<\/strong>:  <em>oggi  facciamo <strong>20 anni<\/strong>!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non siamo mai stati troppo avvezzi alle autocelebrazioni.&nbsp;E poi, sinceramente, abbiamo avuto un settembre pieno da scoppiare. Dunque abbiamo pensato che il modo migliore di festeggiare fosse lasciare spazio ai nostri amici iraniani, che stanno vivendo un momento difficile, anche se ricco di speranze, e che proprio ieri ci hanno inviato questo messaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Due settimane fa <strong>Masha Amini<\/strong>, una ragazza curda di 22 anni, \u00e8 arrivata a Tehran con il fratello<br \/>per visitare i genitori. Appena arrivata la \u201chijab Police\u201d l\u2019ha arrestata con l\u2019accusa di non<br \/>indossare l\u2019hijab (il velo) nel modo appropriato. Durante l\u2019arresto il fratello pregava la polizia di<br \/>non arrestarla tenendo conto che <strong>si sentivano confusi e quasi stranieri a Teharan<\/strong>. Ma la polizia<br \/>ha portato via Masha con la forza. Secondo altre donne arrestate e detenute nelle stesse ore,<br \/><strong>Masha \u00e8 stata picchiata dai poliziotti gi\u00e0 nel furgone<\/strong>, mentre la portavano al \u201ccentro di<br \/>rieducazione\u201d. Qualche ora dopo la polizia ha informato la famiglia che Masha era stata portata<br \/>all\u2019ospedale a causa di un attacco cardiaco. <strong>Di li a breve \u00e8 arrivata la notizia della sua morte<\/strong>,<br \/>che ha scosso la famiglia e tutto l\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Per oltre quarant\u2019anni <strong>le donne iraniane hanno vissuto sottoposte a una sistematica forma di<br \/>oppressione e discriminazione.<\/strong> Vengono obbligate ad indossare l\u2019hijab, il velo islamico,<br \/>secondo le volont\u00e0 del governo. Nel caso di violazione dell\u2019obbligo possono essere arrestate e<br \/>subire violenze ed umiliazioni. Rispetto all\u2019educazione superiore, l\u2019impiego e i viaggi all\u2019estero le<br \/>donne debbono ottenere il permesso ufficiale dei loro padri o mariti. Allo stesso modo non<br \/>hanno diritti relativamente al divorzio e all\u2019affidamento dei figli e non esistono leggi efficaci per<br \/>punire chi commette un \u201cdelitto d\u2019onore\u201d nei loro confronti, mariti o altri familiari che siano. <strong>Le<br \/>donne non hanno gli stessi diritti nei tribunali, la loro testimonianza vale la met\u00e0 di quella di un<br \/>uomo. <\/strong>Conseguenza di questa norma \u00e8 che, in pratica, non esiste una via legale di perseguire lo<br \/>stupro domestico, la violenza domestica e addirittura le molestie sessuali sul posto di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Quello nato in questi giorni \u00e8 <strong>il pi\u00f9 grande movimento popolare nella storia dell\u2019Iran<\/strong>. I manifestanti stanno riempiendo le piazze e le strade in tutto l\u2019Iran, dalle cittadine alle metropoli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La maggior parte dei manifestanti sono ventenni e teen agers che scendono in strada urlando slogan a favore della libert\u00e0 e dell\u2019uguaglianza. Gli slogan sono in favore delle donne, ma richiamano anche alla solidariet\u00e0 tra i diversi gruppi etnici e chiedono libert\u00e0 in generale. <strong>Nessun partito n\u00e8 politico si \u00e8 messo a capo del movimento. I giovani si organizzano spontaneamente<\/strong> attraverso i social media, le chat dei game on line e i circoli di amici. Si confrontano su slogan, tattiche, e condividono le loro esperienze nell\u2019affrontare la repressione.<br \/>Ad ogni occasione di incontro accendono dei fal\u00f2 cantano e danzano mano nella mano attorno<br \/>al fuoco e le ragazze bruciano i propri veli. Dovete sapere che la maggioranza degli iraniani,<br \/>inclusi religiosi e donne che vogliono indossare l\u2019hijab, sono comunque contro le discriminazioni sistematiche delle donne e l\u2019obbligo di indossare l\u2019hijab.<br \/>Si \u00e8 anche manifestata quella <strong>solidariet\u00e0 degli uomini nello schierarsi a favore dei diritti delle<br \/>donne,<\/strong> cosa che queste ultime attendevano da lungo tempo. Sia negli slogan che attraverso i<br \/>video \u00e8 possibile vedere come, finalmente, molti uomini abbiano realizzato che la libert\u00e0 di<br \/>tutti sia impossibile senza ottenere la libert\u00e0 per le donne.<br \/>Contemporaneamente all\u2019inizio della protesta \u00e8 <strong>iniziata anche la repressione generalizzata e violenta di questo movimento nazionale.<\/strong>  Non si contano le immagini che documentano di<br \/>spietati pestaggi dei manifestanti, di arresti violenti e dell\u2019uso di armi contro i civili. Le statistiche ufficiali parlano di oltre 70 morti, ma \u00e8 possibile che il numero sia superiore. <strong>Molte delle persone uccise sono teen agers con meno di vent\u2019anni colpiti a morte da proiettili, in strada.<\/strong><br \/>Allo stesso tempo <strong>il governo ha immediatamente iniziato a disattivare i social media, rallentare<br \/>la velocit\u00e0 della rete internet, per poi chiuderla totalmente<\/strong>. Questa tattica, a noi familiare, ha<br \/>due obiettivi: da un lato rendere pi\u00f9 difficile organizzare le proteste e il coordinamento tra i<br \/>manifestanti, e dall\u2019altro prevenire la diffusione delle immagini della violenza della polizia.<br \/>Malgrado ci\u00f2, attraverso un movimento unico di unit\u00e0 nel paese e di solidariet\u00e0 internazionale,<br \/>l\u2019hashtag #Masha_Amini (o #mashaamini) \u00e8 divenuto estremamente popolare sui social<br \/>network ed \u00e8 riuscito ad arrivare tra le notizie principali dei media aminstream. In tutti i paesi le<br \/>attiviste e gli attivisti per i diritti umani, le organizzazioni che difendono i diritti delle donne, i<br \/>partiti politici e milioni di semplici cittadini hanno dichiarato la loro solidariet\u00e0 alle donne<br \/>iraniane e a questo movimento popolare. Chiudere la rete internet stavolta non potr\u00e0 ridurre<br \/>al silenzio le proteste.<br \/>E\u2019 comunque vero che <strong>le restrizioni della rete internet stiano avendo pesanti conseguenze sulle<br \/>vite di molti iraniani.<\/strong> Si stima che <strong>circa il 10% della forza lavoro iraniana dipenda da internet e<br \/>dai social media per vendere i propri prodotti o servizi.<\/strong> Il termine \u201csocial media\u201d in Iran \u00e8 un<br \/>modo per dire \u201cInstagram\u201d, dato che da oltre un decennio questo \u00e8 l\u2019unico social media che<br \/>non sia stato bloccato, nel Paese. Ci sono oltre 30 milioni di Iraniani (su una popolazione di oltre<br \/>80 milioni) attivi su Instagram. Tra loro ci sono parecchie persone appartenenti a gruppi sociali<br \/>vulnerabili, come ad esempio donne che vivono in comunit\u00e0 marginali e che dipendono da<br \/>Instagram per vendere i loro prodotti artigianali o alimenti fatti in casa (torte, dolci,<br \/>marmellata, condimenti, ecc.).<br \/><strong>Mentre scriviamo questo resoconto in Iran Whatsapp e Instagram sono bloccati.<\/strong> Potrebbe non<br \/>essere una decisione temporanea in quanto alcuni funzionari stanno chiedendo una chiusura<br \/>permanente dei social media. Sia gli attivisti che gli economisti hanno gi\u00e0 messo in guardia<br \/>rispetto ai possibili effetti della chiusura di Instagram senza offrire delle alternative praticabili.<br \/>La decisione avrebbe l\u2019effetto di uno schiaffo ai settori pi\u00f9 vulnerabili dell\u2019economia della<br \/>societ\u00e0 iraniana, che hanno speso enormi risorse di tempo ed energia per promuovere le loro<br \/>pagine e renderle redditizie.<br \/>Mentre le manifestazioni proseguono tutte le sere e i disordini si ripetono ogni notte, <strong>sta<br \/>crescendo la richiesta di organizzare uno sciopero generale.<\/strong> A causa della censura e delle<br \/>difficolt\u00e0 nelle comunicazioni tra gli attivisti, non \u00e8 facile prevedere quanto sia realmente<br \/>possibile organizzare uno sciopero generale. Ad ogni modo una cosa \u00e8 certa, le leggi e le prassi<br \/>riguardanti le modalit\u00e0 di vestire delle donne non potranno continuare e dovranno cambiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Molte delle manifestanti e dei manifestanti non vedono se stessi come cittadini di prima classe<br \/>del loro paese, ma piuttosto come <strong>ostaggi di un regime brutale.<\/strong> Il richiamo a scendere in piazza<br \/>\u00e8 iniziato con l\u2019obiettivo di opporsi alla Hijab Police, ma \u00e8 immediatamente evoluto nella<br \/><strong>richiesta per un cambiamento di regime<\/strong>, o meglio di una sua rivoluzione. Sia nelle strade che<br \/>sui social media* <strong>i manifestanti chiedono alla comunit\u00e0 internazionale di ascoltare le loro voci<br \/>e di aiutarli riconoscendo questo movimento<\/strong>, cos\u00ec da persuadere il regime a fermare le<br \/>violenze e l\u2019uso di armi da guerra contro I civili e ad ascoltare finalmente il popolo iraniano. I<br \/>manifestanti anno anche bisogno di aiuto tecnico per eludere la censura ed il filtro delle<br \/>comunicazioni.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Durante I funeral di Zina (il nome con cui la madre di Masha era solita chiamarla), qualcuno ha<br \/>scritto a mo\u2019 di epitaffio la frase \u201cNon morirai, il tuo nome sar\u00e0 un simbolo\u201d.<br \/>Un manifestante ha scritto su Twitter \u201cMasha Amini si abbrevia in MA, temine che in farsi<br \/>significa NOI!\u201d<br \/><strong>Il suo nome \u00e8 il simbolo della nostra libert\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>28 settembre 2022<\/p>\n\n\n\n<p>*pu\u00f2 apparire una contraddizione il fatto che si parli di bloco dei social media e, al contempo, di comunicazioni che continuano attraverso i social media. Esistono metodi per aggirare il controllo, ad esempio I VPN, che per\u00f2 non tutti sono in grado di utilizzare e che dunque rendono la comunicazione pi\u00f9 lenta e difficoltosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4 Ottobre 2022: oggi facciamo 20 anni! Non siamo mai stati troppo avvezzi alle autocelebrazioni.&nbsp;E poi, sinceramente, abbiamo avuto un settembre pieno da scoppiare. 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