{"id":303,"date":"2009-04-19T15:13:06","date_gmt":"2009-04-19T14:13:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.altraqblog.it\/2009\/04\/19\/lo-spolverino-di-gandhi\/"},"modified":"2015-03-16T22:37:35","modified_gmt":"2015-03-16T21:37:35","slug":"lo-spolverino-di-gandhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=303","title":{"rendered":"Lo spolverino di Gandhi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/altraq\/3389551053\/\" title=\"Grrc - India di altraQualit\u00e0, su Flickr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3658\/3389551053_af1a213ed9.jpg\" alt=\"Grrc - India\" align=\"left\" width=\"250\" height=\"180\" \/><\/a> Il 2009 \u00e8 stato dichiarato dalla Fao l&#8217;<strong>anno internazionale delle fibre naturali<\/strong>: cotone, capana, lino, seta, lana, juta e tutte le altre fibre tratte da piante, animali o minerali. I tessuti realizzati con questi materiali hanno molti vantaggi per chi li indossa, per chi li produce e per la terra, sostiene la Fao in tutte le manifestazioni e i materiali informativi. Questo \u00e8 vero, aggiungiamo noi, se le fibre naturali vengono anche prodotte in modo sostenibile sia eticamente che ecologicamente, possibilmente rispettando le tradizioni locali delle zone di origine. Diversamente,\u00a0 anche le fibre naturali, basta pensare al cotone, portano inquinamento (il cotone non bio necessita di molta acqua e fertilizzanti chimici) e sfruttamento. Anche noi cerchiamo, con la collezione Trame di Storie,\u00a0 di aumentare l&#8217;utilizzo delle fibre naturali, sperimentando ogni anno diversi sistemi di filatura e di decorazione\u00a0 per valorizzare la tradizione e renderla fonte di sviluppo economico-sociale. Nella settima collezione, la <strong>Primavera Estate 2009,<\/strong> abbiamo utilizzato seta, canapa, lino e vari tipi di tessuto di cotone, tra cui il malkha e il khadi, stoffe tradizionali che hanno segnato <strong>la storia e l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;India<\/strong>. Il Khadi \u00e8, infatti,\u00a0 il sistema di filatura e tessitura a mano del cotone e della seta che il Mahatma Gandhi promosse come strumento di riscatto sociale per le comunit\u00e0 rurali. Tutti, secondo lui, avrebbero dovuto tessere il khadi, attivit\u00e0 fisica e spirituale insieme: l&#8217;arcolaio a ruota era infatti il simbolo della non violenza. Gandhi aveva scritto nel 1921: &#8221; I tessuti che importiamo dall&#8217;Occidente hanno letteralmente ucciso milioni di nostri fratelli e sorelle&#8230;&#8221; Per questo aveva promosso e sostenuto il boicottaggio delle merci britanniche, specie i tessili. &#8221; Un paese rimane in povert\u00e0, materiale e spirituale, se non sviluppa il suo artigianato e le sue industrie e vive una vita da parassita importando manufatti dall&#8217;estero&#8221;. Il khadi era il tessuto simbolo di questa idea di riscossa, ma del vero khadi, cio\u00e8 ottenuto da fibre di cotone o di lana filate a mano e tessute su telai a mano, soltanto pochi, in qualche paesino dell&#8217;immensa India rurale, avevano conservato la sapienza. Cos\u00ec il Mahatma fatic\u00f2 molto a trovare chi gli insegnasse l&#8217;arte della filatura e della tessitura. Lo aiutarono alcune donne dell&#8217;Ashram di Ahmedabad e grazie a loro, nel 1919, Gandhi pot\u00e8 indossare un dhoti di puro khadi. Subito invit\u00f2 tutti gli indiani a seguirlo, a vestire di puro khadi, che nella sua visione era la materializzazione di un ideale, un ideale fatto di stoffa, un ideale di libert\u00e0 dal giogo dell&#8217;imperialismo, di umilt\u00e0 spirituale, di purezza morale, di eguaglianza sociale, di abolizione dell&#8217;intoccabilit\u00e0 di casta. In rispetto a questi principi, i capi realizzati in Khadi come tuniche e <a href=\"http:\/\/www.altraq.it\/product_info.php?products_id=9708\">spolverini,<\/a> hanno linee semplici e pulite, non sono tinti e mantengono il colore naturale del cotone, per esprimere, anche nei modelli, purezza e sobriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-top: 10px;height: 15px\" class=\"zemanta-pixie\"><a href=\"http:\/\/reblog.zemanta.com\/zemified\/c54692b9-4ef3-449e-a3c4-2dd4fb9b79f2\/\" class=\"zemanta-pixie-a\" title=\"Reblog this post [with Zemanta]\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/img.zemanta.com\/reblog_e.png?x-id=c54692b9-4ef3-449e-a3c4-2dd4fb9b79f2\" style=\"border: medium none;float: right\" class=\"zemanta-pixie-img\" alt=\"Reblog this post [with Zemanta]\" \/><\/a><span class=\"zem-script more-related pretty-attribution\"><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2009 \u00e8 stato dichiarato dalla Fao l&#8217;anno internazionale delle fibre naturali: cotone, capana, lino, seta, lana, juta e tutte le altre fibre tratte da piante, animali o minerali. 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