{"id":2189,"date":"2014-01-17T16:09:19","date_gmt":"2014-01-17T15:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.altraqblog.it\/?p=2189"},"modified":"2014-01-17T16:13:05","modified_gmt":"2014-01-17T15:13:05","slug":"la-moda-puo-essere-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=2189","title":{"rendered":"La moda pu\u00f2 essere sostenibile?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.altraqblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/IMG_5240.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.altraqblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/IMG_5240.jpg\" alt=\"\" title=\"IMG_5240\" width=\"209\" height=\"280\" class=\"alignleft size-full wp-image-2190\" \/><\/a>La moda pu\u00f2 davvero essere sostenibile o moda sostenibile \u00e8 un ossimoro, un&#8217;affermazione contraddittoria? Vi proponiamo la nostra libera traduzione di un&#8217;<a href=\"http:\/\/www.styleindustrieslondon.blogspot.co.uk\/2013\/11\/sustainable-and-transparent-explanation.html?m=1\">intervista <\/a>a Sandy Black  autrice di The Sustainable Fashion Handbook. <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 complicato essere sostenibile per il sistema moda?  <\/strong><br \/>\n<em>Nonostante la maggior consapevolezza, continua ancora una certa apatia nei confronti della sostenibilit\u00e0. I grandi marchi infatti tendono a vedere la moda sostenibile come un filone di business a parte e non come un altro modo di concepire l\u2019intera filiera. Le aziende avvertono come eccessivamente pericoloso ed economicamente impegnativo rendere trasparente la catena produttiva, investendo denaro per nuove pratiche e selezionando diversamente i fornitori.<\/em><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 allora dovremmo cercare di cambiare?<\/strong><br \/>\n<em>Perch\u00e9 molti operatori del mondo della moda si comportano in modo irresponsabile e, anche se non \u00e8 possibile conoscere le conseguenze a lungo termine delle loro azioni, possiamo per\u00f2 avere chiari quali sono i principali problemi, dalle condizioni dei lavoratori (basti pensare alla tragedia del Rana Plaza), alla quantit\u00e0 di acqua e pesticidi usati nelle coltivazioni del cotone, per finire nella ingestibile quantit\u00e0 di capi prodotti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Fast fashion Dilemma <\/strong><br \/>\n<em>Nelle catene fast fashion ogni settimana arrivano capi nuovi e ogni 6-8 mesi intere collezioni nuove. E il consumatore ha la possibilit\u00e0 di acquistare a poco prezzo continuamente nuovi abiti. La domanda per\u00f2 \u00e8: abbiamo veramente bisogno di cambiare cos\u00ec spesso? Dove finiscono i nostri abiti quando smettiamo di indossarli e li portiamo in discarica? E\u2019 realmente necessario seguire strettamente le tendenze, con un consumando senza consapevolezza? Chi ha un lavoro in cui \u00e8 importante apparire alla moda, ha bisogno di acquistare continuamente cose nuove? Quando lavoravo come consulente per i marchi di fast fashion, giustificavo i miei continui acquisti come necessit\u00e0 professionali..un crimine quando ci ripenso. Negli ultimi anni molte fashion blogger hanno alimentato e promosso l&#8217;uso di nuovi outfit con messaggi quotidiani e sono diventate famose in questo modo. Per fortuna  ci sono anche ammirevoli esempi di blogger che hanno proposto ogni giorno nuovi abbinamenti con un numero limitato di capi. La moda, per\u00f2, per sua stessa natura, \u00e8 qualcosa in evoluzione. Cambia continuamente, anche troppo. La moda, con il suo essere effimera, pu\u00f2 essere sostenibile? Purtroppo non c\u2019\u00e8 una risposta univoca.<\/em><\/p>\n<p><strong>Possiamo cambiare?<\/strong><br \/>\n<em>Io penso che cambiare sia possibile, individuando alcuni criteri di base e attenendosi ad essi. Ancora non siamo al punto di rottura, ma possiamo iniziare a ragionare in modo collettivo chiedendoci da dove provengono i nostri vestiti, chi li ha fatti, in che tipo di condizioni in cui sono stati realizzati e quali sono le loro conseguenze in termini di diritti, salute, sicurezza. Un certo grado di trasparenza da parte dei rivenditori e dei marchi  \u00e8 necessaria per andare in questa direzione. E questo \u00e8 forse un punto critico per molte aziende di moda.<\/em> <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 la trasparenza \u00e8 una faccenda cos\u00ec complicata?  <\/strong><br \/>\n<em>Dichiarare  apertamente i propri fornitori, mettendo a disposizione di tutti le informazioni sulla catena produttiva \u00e8 un problema per molte imprese, perch\u00e9 i fornitori  dispongono delle propriet\u00e0 intellettuali dei marchi, in forma di tessuti, processi, competenze. Anzi spesso un prodotto nasce dall\u2019elaborazione congiunta tra marchio e fornitore. I rivenditori quindi non amano condividere i loro fornitori con i concorrenti di vendita al dettaglio per paura di essere copiati. Sono certa che questo \u00e8 il fattore principale per cui la trasparenza \u00e8 difficile. <\/em><\/p>\n<p><strong>Le sfide della moda sostenibile<\/strong><br \/>\n<em>La prima sfida \u00e8 dunque la trasparenza.  Ma non \u00e8 l\u2019unica:  l\u2019altra \u00e8 la creazione di prodotti sostenibili che siano anche di tendenza: durevoli, desiderabili dal consumatore e allo stesso tempo capaci di creare profitto. Un\u2019altra sfida \u00e8 il prezzo, che pu\u00f2 diventare alla portata di tutti solo quando entreranno in gioco economie di scala. Finch\u00e8 gli elementi di sostenibilit\u00e0 come la produzione biologica o l\u2019equit\u00e0 dei rapporti saranno di pochi, anche il prezzo sar\u00e0 per pochi.<\/em> <\/p>\n<p>E voi che ne pensate? La moda pu\u00f2 essere davvero sostenibile? Noi abbiamo risposto attraverso Trame di Storie, proponendo un modo di vestire etico e consapevole, che cerca di affrontare molte delle sfide indicate da Sandy Black. Ce la faremo? beh molto dipende anche da voi! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La moda pu\u00f2 davvero essere sostenibile o moda sostenibile \u00e8 un ossimoro, un&#8217;affermazione contraddittoria? 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