{"id":1103,"date":"2010-11-18T09:26:06","date_gmt":"2010-11-18T08:26:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.altraqblog.it\/?p=1103"},"modified":"2010-11-18T09:34:59","modified_gmt":"2010-11-18T08:34:59","slug":"sud-surriscaldato-e-immigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altraqblog.it\/?p=1103","title":{"rendered":"Sud surriscaldato e immigrazione"},"content":{"rendered":"<p><em>Circa un anno fa raccontavamo proprio <a href=\"http:\/\/www.altraqblog.it\/?p=612\">qui<\/a> di come il riscaldamento globale stia portando non solo problemi climatici e ambientali ma anche economici, danneggiando sempre di pi\u00f9 le popolazioni del sud del mondo (e il recente <a href=\"http:\/\/www.altraqblog.it\/?p=1044\">articolo <\/a>di Marinella Correggia sulla crisi del cotone ne \u00e8 un altro esempio). Secondo uno <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2010\/WORLD\/europe\/11\/17\/migration.climate.change\/index.html?hpt=T1\">studio recente della CNN<\/a> saranno proprio Asia e Africa a soffrire maggiormente per le conseguenze del cambiamento climatico. Un articolo interessante del <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2010\/11\/17\/riscaldamento-globale-immigrazione\/\">Post <\/a>riprende quello studio e allarga l&#8217;analisi.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Gli effetti del riscaldamento globale sul clima e le condizioni di  vita in determinate parti del pianeta potrebbero avere effetti  devastanti al punto da scatenare flussi migratori di persone di portata  enorme, persino rispetto a quelli gi\u00e0 attualmente in corso, e cogliere  il mondo occidentale completamente impreparato. Questo dice <a href=\"http:\/\/www.maplecroft.com\/about\/news\/ccvi.html\">uno studio della Maplecroft<\/a>,  societ\u00e0 britannica esperta di gestione del rischio e analisi degli  scenari socioeconomici mondiali. Alle stesse conclusioni era arrivato  qualche tempo fa un altro rapporto, diffuso dalla organizzazione non  governativa Christian Aid, secondo cui un miliardo di persone potrebbe  migrare verso i paesi dal clima pi\u00f9 temperato da qui al 2050.<\/p>\n<p>Secondo gli studi, <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2010\/WORLD\/europe\/11\/17\/migration.climate.change\/index.html?hpt=T1\">ripresi oggi dalla CNN<\/a>,  nei prossimi trent\u2019anni i paesi in via di sviluppo in Asia e in Africa  correranno i maggiori rischi proprio a causa del riscaldamento globale e  delle sue conseguenze. Sappiamo gi\u00e0 quanto in questi paesi le  catastrofi naturali hanno guadagnato frequenza, negli ultimi tempi,  causando ogni volta disastri peggiori: si pensi alle frane in Bangladesh  o agli alluvioni in Pakistan, per esempio.<\/p>\n<p>Secondo le Nazioni Unite, in questo momento i migranti internazionali  sono 200 milioni, una cifra senza precedenti. Per il momento, per\u00f2, i  movimenti pi\u00f9 significativi avvengono ancora tra paesi limitrofi, e non  verso l\u2019Occidente. Si pensi per esempio a quanto accade in Pakistan,  dove negli ultimi anni sono arrivati un milione e settecento mila  afghani. Oppure al fatto che, contrariamente a quanto spesso si d\u00e0 per  scontato in Occidente, tre quarti dei rifugiati dell\u2019Asia e dell\u2019Africa  rimane in Asia e Africa, cambiando solo nazione.<\/p>\n<p>Lo scenario potrebbe cambiare rapidamente, per\u00f2. Il peggioramento  delle condizioni climatiche e atmosferiche, con le relative conseguenze  nella qualit\u00e0 della vita delle persone, potrebbe costringere molte di  loro a cambiare continente e non solo nazione. Il riscaldamento globale  rappresenterebbe una motivazione pi\u00f9 incisiva ed efficace della povert\u00e0,  motore delle migrazioni del secolo scorso, perch\u00e9 colpirebbe l\u2019intera  popolazione: anche i pi\u00f9 istruiti e inseriti, gli appartenenti ai ceti  sociali che fino a questo momento non avevano sentito l\u2019esigenza di  migrare altrove. Khalid Koser, del Centro per la sicurezza di Ginevra,  ha detto a CNN che \u201cse i bengalesi vedranno crescere ancora il livello  dell\u2019acqua sul golfo del Bengala, col rischio di essere inondati una  volta l\u2019anno, decidessero di trasferirsi in massa in Gran Bretagna,  troverebbero un modo per farlo\u201d.<\/p>\n<p>E questo riaprirebbe comprensibilmente la questione delle leggi  sull\u2019immigrazione, oltre a portare seriamente il riscaldamento globale  dei primi posti dell\u2019agenda politica internazionale. Fino a questo  momento lo scenario \u00e8 molto frammentato. Con ogni probabilit\u00e0 la  Commissione europea non riuscir\u00e0 a mantenere l\u2019impegno di dotarsi di una  politica comune sull\u2019immigrazione entro il 2012, e quindi si andr\u00e0  ancora in ordine sparso: l\u2019Italia con i suoi accordi bilaterali con la  Libia, la Francia con le sue espulsioni indiscriminate dei rom, la  Grecia con i respingimenti verso la Turchia, la Spagna alternando pugno  di ferro alla frontiera col Marocco e sanatorie dentro i suoi confini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Indice di vulnerabilit\u00e0<\/strong><br \/>\n<em>I paesi pi\u00f9 minacciati dal riscaldamento globale<\/em><\/p>\n<p>1.\u00a0Bangladesh<br \/>\n2. India<br \/>\n3. Madagascar<br \/>\n4. Nepal<br \/>\n5. Mozambico<br \/>\n6. Filippine<br \/>\n7. Haiti<br \/>\n8. Afghanistan<br \/>\n9. Zimbabwe<br \/>\n10. Birmania<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa un anno fa raccontavamo proprio qui di come il riscaldamento globale stia portando non solo problemi climatici e ambientali ma anche economici, danneggiando sempre di pi\u00f9 le popolazioni del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"class_list":["post-1103","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-materiali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1103"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1108,"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1103\/revisions\/1108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altraqblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}