Archivio per la tag 'basso impatto ambientale'
Antakarana: lo spirito del legno
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Il commercio equo costruisce ponti tra realtà lontane, geograficamente, culturalmente, temporalmente. Ecco perchè non ci sorprende il nome di origine sanscrita scelto da una organizzazione di artigiani colombiani che lavorano il legno. Antakarana infatti è un antica parola che indica l’allineamento dell’anima, della mente, delle emozioni e del corpo in un’unica sorgente di energia cosmica. Gli artigiani di Antakarana ci spiegano che hanno scelto questo nome per indicare lo spirito con cui realizzano i loro prodotti: sono più che oggetti decorativi o di uso quotidiano, portano in sè l’energia positiva con cui è stesa ogni ogni pennellata e la bellezza della natura colombiana, che riprendono nei motivi decorativi. Antakarana è nata per iniziativa di Ana Maria Estrada che ha coinvolto un gruppo di donne, in prevalenza ragazze madri che vivono a Manizales. Piatti, vassoi, posate sono in legno di provenienza locale ed eco-sostenibile. Ogni oggetto è poi rifinito con una tecnica particolare che lo protegge dall’umidità e dal calore, per avere in casa una piccola opera d’arte con il calore e il colore della Colombia.
Mi tieni i semi del melone?
Pubblicato da admin
Così possiamo farci una collana! Ma se raccoglierli, pulirli, seccarli, dipingerli e infilarli uno ad uno diventa una faccenda troppo lunga…allora è meglio prenderne una di queste, già pronte, colorate e con dei semini che vengono da lontano… Piel Acida il laboratorio colombiano che realizza le amatissime buccette, angeli, bambole e folletti in buccia di arancia essiccata, ama sperimentare sempre nuovi materiali e composizioni. Così è nata l’idea di utilizzare i semi del melone che in Colombia cresce tutto l’anno per la versione eco friendly e colorata del classico filo di perle. La tagua, il cosiddetto avorio vegetale, si ricava invece dai semi di una pianta che cresce spontanea in Amazzonia ed è malleabile e versatile, può essere dipinta e in
tagliata a perle, schegge, cerchietti, petali. Liscia e leggera è piacevole da toccare, olte che da indossare. La linea di bigiotteria più originale dell’estate è questa: tutta naturale, ha i colori della frutta e dell’estate. Perle di tagua che sembrano caramelle e lunghi fili leggeri di semi di melone compongono collane, girocolli, orecchini, bracciali e anelli sorprendenti.Tutta la linea di bigiotteria in tagua e semi di melone può essere abbinata alla collezione Trame di Storie Primavera-Estate 2009 di cui riprende colori e ispirazioni, per uno stile equo ed unico!
Oxidos: intervista a Lilliana Otalora (prima parte)
Pubblicato da chiara
Lilliana e Monica Otalora sono sorelle, designer e imprenditrici di Bogotà. Sulla passione per il ferro hanno costruito Oxidos, una azienda etica ed equa che realizza piccole e grandi oggetti di design artigianale. Quando sono venute a Ferrara insieme a Ana Maria e Javier di Piel Acida ne abbiamo approfittato per conoscerle e fare loro qualche domanda sulla storia di Oxidos e le tecniche produttive.
Lilliana, come è nata la passione per il ferro?
Dopo la laurea in design industriale, durante uno stage per una azienda petrolifera ho realizzato dei modellini in metallo per spiegare come avveniva il processo produttivo della benzina, dall’estrazione alla raffinazione. Creare questi piccoli prototipi mi ha entusiasmato e ho iniziato a realizzare altri oggetti in ferro come candelieri, cornici, orologi da muro che esponevo in un bar in cui lavoravo. In poco tempo queste mie creazioni venivano vendute e continuavano ad essere richieste: perché non farne un lavoro? Così ho iniziato a produrre più oggetti e a venderli nei mercati locali. Da sola era sempre più difficile mantenere una produzione, per quanto piccola, costante. I primi ad aiutarmi furono i miei famigliari: facevamo tutto noi. Monica, mia sorella che ora è l’altra anima di Oxidos, si stava laureando anche lei in design industriale e già allora seguiva le fasi della colorazione. Poi mia madre, gli altri fratelli, ognuno dava una mano come poteva, chi per la lavorazione, chi per gli imballaggi. La mano esperta che cercavo l’ho trovata in un quartiere artigiano di Bogotà: ho “riconvertito” alla produzione delle mie creazioni un bravo fabbro abituato a fare più cancelli che candelabri!
Con il suo supporto ho deciso di partecipare ad Espoartesanias, la più grande fiera artigiana della Colombia. La svolta, senza dubbio.
Perché? Cosa è successo?
Ad Espoartesanias ho incontrato il primo cliente veramente importante. Un americano che lavorava per una catena di negozi per la casa e gli articoli da regalo. Rimase così colpito dalle mie produzioni che fece subito un ordine consistente. Il primo di tanti. Divenne inevitabile in quel momento creare una vera e propria azienda. Così è nato formalmente Oxidos. La seconda svolta è stata la partecipazione ad Ambiente, una importante fiera a Francoforte, decisa grazie all’aiuto di Piel Acida. Conoscere il mercato europeo ci ha permesso di svincolarci dal rapporto con quel primo cliente americano che iniziava a darci molti problemi. I prezzi infatti, per via della concorrenza cinese, venivano continuamente discussi e ribassati. La situazione stava diventando insostenibile.
Come è cambiata la produzione dopo l’incontro con l’Europa?
Il confronto è stato importante, ci ha permesso di scoprire un altro gusto, un altro modo di concepire il design, in tutto il processo produttivo , dal disegno all’imballaggio. L’attenzione per l’ambiente e per il riciclaggio è nata dall’incontro con i tedeschi ad esempio. Così abbiamo iniziato a fare più attenzione ai materiali, alle tecniche, agli imballaggi. Cerchiamo di limitare il più possibile l’impatto ambientale di ogni fase della produzione: tutta l’acqua utilizzata per favorire l’ossidazione viene depurata, usata più e più volte, perchè non ci siano sprechi, il sapone è biodegradabile, gli imballaggi tutti in cartone, senza plastica.
Per ora ci fermiamo qui, nel prossimo post Lilliana ci racconterà di come hanno conosciuto il commercio equo e descriverà il processo produttivo.
Ethical Living, viva la sostenibilità
Pubblicato da chiara
“Andare al di là dei bisogni individuali e lavorare per il bene collettivo” è la filosofia alla base del vivere in modo sostenibile come è descritta da Leo Hickman, giornalista del Guardian, in Ethical Living rubrica che cura per Internazionale (tutto l’archivio sul sito del settimanale). Il giornalista britannico nel 2004 ha coraggiosamente deciso di accettare una sfida propostagli dal suo editore: vivere un anno intero in modo “etico” e renderne conto in un’apposita rubrica del quotidiano. Vi proponiamo l’articolo da cui abbiamo tratto la frase iniziale, un piccolo consuntivo degli anni passati all’insegna della sostenibilità. Cliccando sull’immagine potete leggere l’articolo.

se non ci pensano i “grandi”…
Pubblicato da chiara
Spigolo alcune notizie che scivolano tra le urlanti pagine dei giornali: durante il Meet, la Conferenza Ministeriale sull’Ambiente e l’Energia nei Trasporti a livello mondiale, che si è svolta a Tokyo una decina di giorni fa, il Ministero dell’Ambiente Giapponese ha esposto una ricerca secondo cui il settore dei trasporti è responsabile del 23% delle emissioni mondiali di CO2 . Questa mattina l’ Istat ha rilevato che oltre l’80% delle emissioni di inquinanti “ad effetto serra” e piu’ del 90% delle emissioni all’origine del fenomeno dell’ “acidificazione” sono state generate dalle attivita’ produttive. Il danno ulteriore è che tutto questo inquinamento non è compensato da reale benessere, infatti, sempre secondo l’Istat, la ricchezza generata dalle attivita’ produttive (in particolare agricoltura e energia), in termini di creazione di valore ed occupazione, non e’ in grado di compensare i danni procurati alla salute e all’ambiente. Mentre in Italia il settore della produzione automobilistica implode, Obama chiede all’Enviromental protection agency (ministero dell’Ambiente) di rivedere la propria decisione contraria a limiti nelle emissioni delle auto in California e in altri Stati Usa. L’obiettivo dichiarato è quello di avere entro il 2011 un primo standard obbligatorio per i consumi, per poi arrivare nel 2020 ad avere auto in grado di fare una media di circa 15 km con un litro. L’inquinamento cresce velocemente, ma altrettanto veloci non sono le decisioni dei governi, rallentate da lobby e interessi economici. A chi si muove, a chi compera, a chi produce ogni giorno resta quindi l’impegno di velocizzare con le proprie scelte quelle dei “grandi” , Ci proviamo anche noi, allargando sempre di più la gamma dei prodotti biologici, come la linea bio di tisane e integratori Ayurvethica o le t-shirt e le felpe in cotone biologico certificato (nella foto un momento della produzione del cotone bio in India), scegliendo prodotti realizzati con materiali di recupero, come le borse in copertone riciclato o le borse, ciotole e altre cose utili in plastica riciclata del Vietnam. E per restare sempre aggiornati su notizie, buone pratiche e campagne c’è l’interessante sito Green report .

