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Caffè, legno, sabbia e resina: la magia dei gioielli ecofriendly di Taller Macco


Macco Estudio Taller in 3 concetti chiave
bigiotteria in resina con inserti in materiali naturali – piccolissima realtà artigianale – estrema attenzione all’ambiente

Come collaboriamo con Macco Estudio Taller

Abbiamo conosciuto Macco Estudio Taller durante l’Expo Artesanias, una fiera dedicata alla produzione artigianale che si tiene ogni anno a Bogotà e che visitiamo abbastanza regolarmente dal 2005. Nel 2018 abbiamo incontrato Macco Estudio Taller e ci sono subito piaciuti per l’originalità dei loro prodotti: gioielli in resina con inserti di materiali naturali e riciclati.

Perché abbiamo scelto Macco Estudio Taller

Macco Estudio Taller è una piccolissima realtà artigianale: tutto è disegnato e realizzato direttamente da Marco Clavijo e Monica Cruz, marito e moglie, unici soci e artigiani.
Le loro creazioni sono davvero originali: sono gioielli in resina in cui inseriscono elementi di materiali poveri, naturali e di recupero come la pula del riso, la sabbia, la polvere di caffè. Raccolgono tronchi e rami caduti nella foresta, recuperano il legno rimanente da lavori di carpenteria e riutilizzano scarti di produzione inviati loro dai produttori di caffè. La resina è prodotta a partire da materiale plastico riciclato e triturato, pronto per essere fuso e diventare la base per nuove creazioni.
Il laboratorio si trova nella loro casa, in una zona zona rurale del municipio di Tenjo Cundinamarca. Marco e Monica si curano molto dell’impatto ambientale delle loro produzioni: sono molto scrupolosi nel riciclaggio, nel riutilizzo dei materiali e nell’ottimizzazione delle risorse. La lavorazione dei loro gioielli non produce praticamente rifiuti, non c’è spreco di materiale e i loro processi produttivi non rilasciano gas, fumo o suoni forti. Hanno inoltre messo in pratica un sistema di recupero dell’acqua piovana.
Sono molto fieri di ciò che realizzano e dell’originalità dei loro prodotti, come ci hanno spiegato loro stessi: ”Lavoriamo su ciò che ci piace, produciamo solo ciò che troviamo bello e rispettoso dell’ambiente. Non facciamo copie di disegni famosi o pezzi di moda, ci piace proporre pezzi che non esistono e se qualcuno ci copia per noi è lo stimolo a fare qualcosa di nuovo e ancora migliore.

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Artesanias La Chamba e la ceramica nera


Artesanias La Chamba in 3 concetti chiave
organizzazione famigliare – materiali naturali (solo argilla naturale) – lavorazione a bassissimo impatto ambientale

Come collaboriamo con Artesanias La Chamba
Abbiamo conosciuto Artesanias La Chamba durante l’Expo Artesanias, una fiera dedicata alla produzione artigianale che si tiene ogni anno a Bogotà e che visitiamo abbastanza regolarmente dal 2005. Nel 2018 abbiamo incontrato Artesanias La Chamba e ci hanno subito colpito per la qualità dei prodotti realizzati solo con argilla naturale. Inoltre sono una piccolissima organizzazione a base familiare: vi lavorano 10 membri della famiglia la quale, in funzione degli ordini che riesce a raccogliere, cerca di integrare nella produzione artigiane/i appartenenti a altre cinque famiglie di colleghi e amici del paese.

Perché abbiamo scelto Artesanias La Chamba
Artesanias de La Chamba Tolima è una piccola impresa fondata e gestita dalla famiglia Torrijos 48 anni fa e produce manufatti in ceramica nera, tradizionale attività dell’omonimo villaggio adagiato sulle sponde del Rio Magdalena, in una valle che è uno dei centri nevralgici dello sviluppo delle culture indigene pre-colombiane. I 2000 abitanti del villaggio La Chamba sono discendenti diretti di queste popolazioni e da loro hanno ereditato la produzione della famosa ceramica nera. In un ambiente sub-tropicale in cui la vita scorre lenta, con una temperatura costantemente attorno ai 30 gradi almeno, le artigiane e gli artigiani, da secoli danno vita a questi manufatti per la casa e la cucina, tra i più famosi del paese e dell’intero sub-continente.
Il ruolo principale nella produzione, e soprattutto nella trasmissione del sapere, è affidato alle donne, mentre gli uomini sono impiegati saltuariamente in agricoltura, in una regione come il Tolima in cui le aspirazioni di riforma agraria e redistribuzione delle terre sono storicamente andate deluse. Le donne, oltre a prendersi cura della famiglia, portano avanti la tradizione della ceramica nera come indispensabile fonte di reddito.
-> Perché è nata Artesanias La Chamba
Quasi tutti i laboratori artigianali familiari del villaggio La Chamba producono conto terzi, per commercianti o esportatori, poiché è difficile svolgere attività commerciali e logistiche in autonomia, anche per mancanza di risorse e di conoscenze specifiche. La famiglia Torrijos sta provando a colmare questo gap cercando di giungere direttamente ai possibili clienti. Grazie alla partecipazione a Expo Artesanias è riuscita a entrare in contatto con clienti colombiani e stranieri e ora i Torrijos stanno muovendo i primi lenti passi nel mondo del commercio internazionale.
Nel laboratorio lavorano 10 membri della famiglia e, in base a alla quantità di lavoro anche a altre cinque famiglie di colleghi e amici del paese. Tutti vengono pagati con un anticipo del 50% all’ordine e il saldo alla consegna. Il compenso è calcolato al pezzo, in funzione di difficoltà e dimensione. A tutte le artigiane/i, familiari o meno, a fine anno vengono dati regali e premi in danaro in funzione di quantità e qualità della produzione.
L’obiettivo primario è quello di provvedere gli artigiani coinvolti di un costante flusso di ordini nel corso dell’anno e di una remunerazione dignitosa.

-> Materie prime e processo produttivo
L’argilla usata è totalmente naturale e proviene dal Rio Magdalena. Nella lavorazione non viene aggiunta nessuna vernice o pigmento. Il tipico colore nero è il risultato della fumigazione con la pula di riso che avviene durante il lungo processo di cottura.
Con l’obiettivo di proteggere l’ambiente, diverse organizzazioni governative hanno stimolato e in parte sussidiato l’impianto di forni a gas per sostituire, almeno in parte, l’utilizzo dei tradizionali forni a legna. I Torrijos hanno impiantato un forno a gas che usano costantemente, anche se per alcune produzioni specifiche ricorrono ancora a quello a legna per questioni di qualità.
Artesanias La Chamba lavora nel rispetto degli standard tecnici forniti da INCOTEC, il principale ente di certificazione del Paese e ha una certificazione di qualità rilasciata da Artesanias de Colombia. Noi, inoltre, abbiamo fatto testare tutti i prodotti da laboratori italiani che ne hanno verificato la qualità, l’assenza di metalli pesanti e la conformità all’utilizzo alimentare.

-> I prodotti: caratteristiche, modo d’uso e di manutenzione
Tutti i prodotti La Chamba possono essere utilizzati per cucinare e per essere a contatto con gli alimenti: la terracotta con cui sono realizzati è refrattaria, quindi possono essere usati sul fornello (meglio se con un frangifiamma), nel forno e nel microonde.
Prima del primo utilizzo è necessario lavare a mano l’utensile in terracotta nera di La Chamba con acqua e detersivo, utilizzando una spugna morbida e non abrasiva.
Dopo la cottura, una volta tolta la pentola dal fuoco non metterla immediatamente sotto l’acqua fredda, ma lasciarla raffreddare naturalmente, perché la terracotta non sopporta i cambiamenti repentini di temperatura.
Dopo ogni uso lavare a mano con una spugna morbida e senza l’uso di oggetti abrasivi.

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Campi d’Arte: cooperazione sociale e artigianato


Campi d’ Arte in 3 concetti chiave
Condivisione nella diversità – Miglioramento della qualità di vita della persone più fragili – Cooperazione sociale

Come collaboriamo con Campi d’ Arte
Campi d’Arte è una storica cooperativa sociale emiliana, attiva su molti fronti, come l’integrazione lavorativa di persone con fragilità e le attività a favore di famiglie e minori. Li conosciamo da vari anni e da tempo stiamo valutando la possibilità e le modalità di una collaborazione. Recentemente ci hanno proposto alcune loro linee di prodotti, realizzate nei laboratori di integrazione al lavoro: ci hanno colpito per la qualità delle lavorazioni e la scelta accurata di materiali sostenibili, come legno da fonti rinnovabili, feltro, carte riciclate.

Perché abbiamo scelto Campi d’ Arte
Lavorare con Campi d’Arte, come per altre coop. sociali che abbiamo incontrato negli anni, è una scelta molto naturale perché parte da una condivisione di valori: Campi d’Arte infatti è nata nel 2004 (siamo quasi coetanei!) da un gruppo di persone che decisero di mettere in comune le proprie esperienze per creare un’attività che avesse come obiettivo la promozione della persona attraverso il lavoro e l’inclusione sociale.
La sede è a San Pietro in Casale, ma la cooperativa opera in tutto il bolognese dove collabora con i Servizi e le Istituzioni del territorio realizzando progetti finalizzati al superamento di quelle condizioni che rischiano di escludere dal tessuto sociale le fasce di popolazione più deboli. La loro mission è esplicitamente rivolta a promuovere il senso di giustizia e l’etica e creare occasioni di lavoro eque e solidali, per contribuire a rispondere ai bisogni del territorio, favorendo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Bawa Hope: gioielli d’arte dalle periferie del Kenya

Bawa Hope in 3 concetti chiave
Empowerment femminile – supporto alle comunità locali – prodotti dal design originale e innovativo

Come collaboriamo con Bawa Hope
Abbiamo conosciuto Bawa nel 2015 durante un viaggio missione in Kenya e anche allora avevamo apprezzato sia il tipo di progetto che i prodotti e avevamo fatto un primo tentativo con bigiotteria in ceramica che però, per vari motivi, non era andato a buon fine. Il progetto ci era rimasto nel cuore e così alla prima occasione siamo tornati a visitarli. Nel giugno 2019 siamo tornati in Kenya e ne abbiamo approfittato per incontrarli di nuovo. Ritrovandoli siamo rimasti ancora più colpiti sia dalla bellezza del progetto che dalla originalità del design dei prodotti, bijoux pregiati dal carattere forte, con un mood molto attuale che però non dimentica le sue origini, grazie a elementi decorativi che riprendono segni iconografici. Così abbiamo deciso di fare una nuova importazione nell’autunno 2019: sono prodotti davvero particolari e vorremmo che avessero il successo che meritano, in modo da poter rendere stabile anche questa collaborazione.


Perché abbiamo scelto Bawa Hope

Bawa Hope è una piccolissima realtà (la sede è la casa della designer) che sviluppa prodotti di artigianato di qualità per creare occasioni di lavoro e di miglioramento economico e sociale per gli abitanti delle zone più povere di Nairobi, Ukambani e Tabaka.
I produttori non hanno i mezzi per produrre e vendere direttamente le loro creazioni e sono spesso sfruttati da intermediari che negano loro un trattamento equo, relegandoli a vivere nelle baraccopoli, senza possibilità di uscita. Grazie alla collaborazione con Bawa, questi artigiani altrimenti emarginati, possono ottenere ciò che meritano per il loro lavoro, possono formarsi, migliorare la qualità delle loro tecniche e acquisire importanti competenze per la vendita dei prodotti.
La maggior parte dei produttori di Bawa sono donne. Con la loro attenzione ai dettagli, l’impegno e il duro lavoro, le donne costituiscono la spina dorsale della società keniota, sono l’asse portante della maggior parte delle famiglie africane e il loro coinvolgimento permette a Bawa di aumentare il proprio impatto su tutta la comunità.

La Saponaria: un’azienda consapevole! Intervista a Lucia Genageli

La Saponaria è una dei nostri partner più amati: è un piccola azienda artigiana che realizza prodotti di elevatissima qualità da tutti i punti di vista, etici, ambientali, di efficacia. Ci hanno subito colpito per la cura che mettono in ogni singolo dettaglio, dalle materie prime al confezionamento. Niente è lasciato al caso, tutto è frutto di accurata ricerca, attenzione e rispetto. Abbiamo chiesto a Lucia Genangeli, fondatrice de La Saponaria insieme al marito Luigi, di raccontarci più nel dettaglio, cosa rende questa azienda così speciale.

Ciao Lucia, ci spieghi prima di tutto quali valori vi ispirano?
Crediamo che un mondo migliore sia possibile e che ognuno debba fare la propria parte per realizzarlo. Il nostro desiderio era, ed è, quello di fare un lavoro che ci permettesse di metterci in gioco, di lasciare un segno positivo..e abbiamo così iniziato dal sapone!
Abbiamo cercato di costruire un’azienda non solo biologica ma che avesse qualcosa in più…un’azienda consapevole!
Un’azienda che ha l’obiettivo di diffondere la cultura del vivere consapevole e sostenibile attraverso le scelte di ognuno di noi, un’azienda che sensibilizza e stimola chi ne fa parte e il cliente finale ad approfondire non solo le conoscenze sul mondo della cosmesi biologica, ma sull’intera filiera. Una filiera fatta di piccoli progetti agricoli, di ingredienti solidali, di produzioni attente e scelte sostenibili..

Come rendete concreti i vostri valori? Come li applicate?
Rendiamo concreti i nostri valori semplicemente cercando di fare ogni giorno, con il nostro lavoro e i nostri prodotti, non solo qualcosa da utilizzare, ma qualcosa che abbia un “cuore”, che racconti una storia e che sia buono per chi lo usa e per la società. Questo è possibile attraverso la scelta degli ingredienti naturali e sostenibili, dei progetti, della continua ricerca di packaging ecologico e “leggero” per l’ambiente, di metodi produttivi artigianali ed accurati. Siamo consapevoli che i nostri prodotti e il nostro modo di lavorare non sia “perfetto” ma ci sforziamo ogni giorno per migliorarci.

Come pensate/immaginate/sviluppate i vostri prodotti? A quali bisogni volete rispondere?
Pensiamo e ralizziamo prodotti come li vorremo per noi e per i nostri cari. Quindi privi di sostanze dannose ma efficaci e gradevoli. Oggi c’è, fortunatamente, una crescente attenzione verso la sostenibilità e l’impatto ambientale. Ma perchè i cambiamenti siano duraturi crediamo che i prodotti non debbano solo essere “buoni” per l’ambiente ma che debbano essere buoni anche per chi li usa, non rappresentare per chi li sceglie una rinuncia rispetto alla cosmetica tradizionale, ma anzi offrire qualcosa in più. La nostra ricerca è sicuramente indirizzata verso tecnologie “green” in grado di dar vita a cosmetici naturali ed efficaci, ma senza l’utilizzo di sostanze tossiche per la pelle e per l’ambiente e senza l’utilizzo di metodi inquinanti per produrli.

Oggi i consumatori sono inoltre sempre più consapevoli e istruiti nella lettura degli inci, le persone sono sempre più attente all’impatto dei cosmetici sulla propria salute e sull’ambiente. Noi vogliamo rispondere proprio a questo crescente bisogno di chiarezza e trasparenza, e per farlo la cosa fondamentale è l’informazione, solo con essa si può acquisire la consapevolezza di ciò che si sta acquistando. Da parte nostra cerchiamo di divulgare quanta più informazione possibile sui nostri prodotti, gli ingredienti, la filiera, la produzione e sui risvolti che ogni aspetto ha sull’ambiente, per aiutare i nostri consumatori ad acquisire un grado di consapevolezza adeguato a fare la scelta migliore in ambito cosmetico, e non semplicemente “di moda” verso il prodotto che stanno per acquistare, che gli permetta di non fermarsi alle apparenze, guardare non solo il fronte delle etichette con il nome del prodotto, ma soprattutto il retro con la lista INCI, cioè gli ingredienti.

Cosa accomuna ogni vostro prodotto?
Ciò che accomuna ogni nostro prodotto è appunto il fatto che non sono solo semplici prodotti biologici, ma “consapevoli”. Frutto di scelte ragionate su ogni aspetto della loro filiera produttiva. Ogni prodotto ha la propria storia da raccontare, fatta di scelte etiche, progetti sostenibili e persone che credono nei nostri stessi valori.

Come scegliete i vostri fornitori? Che A quali criteri devono corrispondere sia a livello di prodotto che di filosofia aziendale?
E’ molto importante per noi che i nostri fornitori rispecchino i nostri valori e ideali, per questo solitamente instauriamo collaborazioni con piccole aziende agricole a conduzione famigliare o aziende che promuovono progetti sociali e di inclusione lavorativa. La Saponaria sostiene questi progetti pagando le materie prime un prezzo equo (in genere superiore al mercato tradizionale) e con contratti di approvvigionamento programmati per favorire la sostenibilità agricola. Gli ingredienti contenuti nelle nostre ricette sono selezionati, coltivati e trasformati con criteri etici e che abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente in cui viviamo.

Cosa intendete per comunicazione “non tossica”?
Con il nostro lavoro e con ogni nostro prodotto vogliamo far passare un messaggio genuino, legato al rispetto e all’amore per se stessi e delle altre persone, in ogni sfumatura e in ogni meravigliosa differenza che contraddistingue ognuno di noi. Non vogliamo fare promesse irrealistiche o giocare sui lati deboli delle donne, come spesso accade nel mondo della comunicazione pubblicitaria nei cosmetici che per questo definiam “tossica” A questo proposito mi viene in mente la recente campagna sulle maschere viso che abbiamo realizzato in collaborazione con un’associazione che si occupa di violenza di genere. Il messaggio della campagna è che tutte siamo wonder (le maschere si chiamano wondermask!), il cosmetico può aiutarci ma ognuna di noi è speciale e ha dei “superpoteri”. Dobbiamo ricordarcelo ogni giorno, il volersi bene è il primo passo per non accettare forme di discriminazione o violenza. Insomma, parlando di prodotti ci piace anche diffondere messaggi positivi e “non tossici”!
nuovi prodotti anticellulite, il messaggio che abbiamo voluto far passare con questa campagna è che ogni donna è bella così com’è, senza dover assomigliare agli stereotipi che si vedono in tv o sulle copertine delle riviste, ma con i nostri prodotti anticellulite può vedersi ancora più bella e sentirsi più in forma. Tutta la campagna è stata incentrata sulla volontà di non far passare il messaggio “tossico” appunto che per essere belle e in forma si debba essere “perfette” come le modelle sui giornali o in tv.

E internamente, tra dipendenti e collaboratori, come applicate questi valori?
Internamente, tra di noi, cerchiamo di mantenere gli stessi valori in cui crediamo per primi, quindi il rispetto delle persone e delle loro specificità è fondamentale, non solo, cerchiamo di applicare anche i principi di sostenibilità e spreco zero. Da noi non si butta niente, una delle ultime iniziative che abbiamo organizzato per ridurre quanto più possibile lo spreco all’nterno dell’azienda è l’ “arraffa e scappa”: una volta al mese raccogliamo tutti gli “scarti” di produzione, prodotti senza etichetta, flaconi non riempiti fino al limite, prodotti ammaccati ecc, non vendibili ma buonissimi per essere utilizzati, e li mettiamo a disposizione di tutto lo staff, in modo che ognuno possa accaparrarsi ciò che vuole…tutti felici e zero spreco!

(foto: La Saponaria)