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Semi e colore: la nuova collezione di bigiotteria dalla Colombia

bigiotteria in semi della forestaColorata, naturale e sorprendente: è la nuova collezione di bigiotteria elaborata da Sapia in abbinamento alla collezione autunno-inverno di Trame di Storie che arriverà prossimamente.
Protagonisti sono i semi della foresta (acai, chirilla, camajuro, tagua) elaborati in 5 le linee:
Cherry: perle di semi di chicon, lucide e rotonde come ciliegie, montate su elementi in metallo placcato argento.
Cocoon: pietre ovoidali in semi di camajiuro, montate su elementi in metallo placcato argento.
Drops: charms di tagua in forma irregolare e a disco montati a doppio filo su cordoncini di cotone cerato.
Berry: piccole e coloratissime perline di asai per collane lunghe, bracciali elastici e orecchini.
Bells: collane lunghe, bracciali elastici e orecchini che giocano con l’alternarsi di colori, grandezze e forme di perle di asai, semi di chicon e elementi in metallo placcato oro (anallergico).

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Hennetica, la dea del colore :)

Conosciamo e apprezziamo il lavoro de La Saponaria da alcuni anni e più la relazione si stringe più siamo orgogliosi e felici di sviluppare insieme prodotti davvero ottimi, che raggiungono elevatissimi livelli di qualità: sono totalmente naturali e privi di addivitivi chimici e petrolati, hanno una produzione curatissima e a basso impatto ambientale e ingredienti non solo equosolidali ma anche biologici. Cosa si può desiderare di più?
L’ultimo frutto di questa collaborazione è una linea di tinte per capelli realizzate con pregiate erbe tintorie indiane, coltivate in India con metodi da agricoltura biologica da un altro nostro storico partner, Phalada.
Hennetica, questo il nome della linea, è un un vero e proprio trattamento di bellezza per i capelli: si compone di uno shampoo pre-tinta e sette sapienti mix di erbe tintorie, ciascuno presentato con il nome di una dea indiana e un packaging irresistibile!
Come non innamorarsi di prodotti così? Le tinte sono 100% biologiche e non rovinano i capelli ma donano corpo, splendore e brillantezza alle chiome, inoltre non contengono Picramato di Sodio, Ammoniaca, sali metallici e nessun additivo chimico per non danneggiare i capelli e la nostra Terra.

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Tra Messico e Thailandia: Ethnic Lanna

ethnic lannaEthnic Lanna è un progetto di commercio equo e solidale dalla storia e dallo stile veramente globale: è stato fondato da Carlos Mantilla, un designer di origini messicane che si è stabilito in Thailandia e lavora con uno staff internazionale e molto giovane. Gli artigiani di Ethnic Lanna creano borse, abbigliamento e accessori dal mood particolare, che incrocia influenze sudamericane e asiatiche, stile tribale e passione per il vintage, sia attraverso il recupero di tessuti autentici provenienti da varie tribù delle colline in tutto Sud-Est asiatico sia attraverso la creazione di pattern che rielaborano creativamente lo stile di quei tessuti.
Attraverso Ethnic Lanna le donne dei villaggi sulle coline del nord della Thailandia possono valorizzare le loro abilità tessili e i ricami tradizionali e realizzare prodotti eco-compatibili : “I tessuti con cui amiamo più lavorare sono quelli con cui il popolo Hmong realizza le fasce portabambini. Le donne ricamano con grande cura durante la gravidanza queste fasce e la quantità di amore, attenzione e pensiero che va in ogni fase del processo è ciò che rende questi tessuti così sorprendenti. Le madri spesso conservano queste fasce per anni dopo che sono stati utilizzate e le riutilizzano in vari modi per realizzare altri oggetti unici “(Carlos Mantilla, fondatore di Ethnic Lanna)
La realizzazione di borse e accessori coinvolge più di 50 persone tra artigiani, designer e tecnici, sia thailandesi che provenienti da varie parti del mondo, ai quali fornisce competenze, professionalità e un reddito stabile.

Conosciamone alcuni.

DIIT | SARTA
DIIT è una giovane donna nativa di Chiang Mai. Nonostante sia non udente non è mai stata scoraggiata dal lavoro duro, infatti prima di lavorare per Ethnic Lanna era impegnata con il servizio di pulizia in un hotel, ma ora è entusiasta di ciò che fa e dei risultati splendidi e colorati del suo lavoro.

DAO | SARTA
Dao è una giovane sarta di etnia Hmong, prima di far parte del team di E.L. lavorava in diverse fabbriche di imballaggi per alimenti. Si è trasferita a Chiang Mai per trovare lavoro e aiutare economicamente i suoi genitori che vivono ancora a Mae Sot, una città al confine tra Thailandia e Birmania, zona molto povera, dove vivono molti profughi birmani. La cosa che preferisce del suo lavoro a E. L. è realizzare borse con i tessuti tradizionali del suo popolo, che ama molto e di cui è molto orgogliosa.

GUNN | PROGETTISTA
Gunn proviene dalla provincia di Nan nel nord-est della Thailandia ed è la più giovane designer del team. Entrata come stagista dopo gli studi in Fashion Design e Produzione di Chiang Mai Rajabhat ha conquistato tutti con il suo talento e la passione per il design e ora immagina e progetta prodotti bellissimi!

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Le ciotole in cocco laccato di Craftlink: il processo produttivo


La creazione di oggetti laccati con il processo artigianale tradizionale vietnamita è abbastanza complicata e può richiedere fino a 115 giorni per finire un singolo pezzo. Anche per una semplice ciotola servono almeno 75 giorni se vengono rispettate tutte le fasi di lavorazione. I prodotti laccati di Craftlink sono il risultato di un processo di lavorazione che comprende almeno 13 passaggi.

1.-2. Il guscio della noce di cocco, pulito e levigato, viene esaminato e individuate eventuali crepe o imperfezioni che verranno sigillate con lacca naturale ricavata dall’albero della lacca originario della provincia di Phu Tho – Vietnam.

3. La ciotola di cocco viene ricoperta da una fine garza di cotone che assicura da eventuali rotture in fasi successive.

4. A questo punto viene preparata la miscela con cui verrà ricoperta la parte interna della ciotolina: la lacca naturale viene mescolata a una miscela composta da sassi di montagna finemente macinati, segatura e terreno alluvionale, ottenendo un composto cremoso di colore marrone scuro. L’artigiano, con una speciale spatola, riveste l’interno della ciotola con uno spesso strato di questo composto.

5. Quando il rivestimento si è asciugato il prodotto viene messo sotto l’acqua e lucidato con una pietra affilata.

6. Utilizzando un pennello fatto di fibre naturali, l’artigiano ricopre l’interno della ciotola con una miscela di terreno alluvionale e lacca naturale.

7. Quando il rivestimento è asciutto, la ciotola viene nuovamente messa sotto l’acqua e lucidata.

8 -9- 10. Dopo la lucidatura viene eseguito un ulteriore passaggio della miscela di lacca e terreno alluvionale, quindi la ciotola sarà posta ancora sotto l’acqua e levigata per la terza volta.

11. Infine l’interno della ciotola viene ricoperto di lacca naturale pura.

12-13. Ancora una volta il prodotto viene lucidato sotto l’ acqua e levigato con una pietra affilata.

L’interno della ciotola è ora di colore marrone scuro che rappresenta la base per ulteriori e successive decorazioni o tinte di colori diversi.

Se la ciotolina prevede delle decorazioni si procede così: i disegni sono riportati a stencil sulla superficie e i dettagli dipinti a mano. Questo è il motivo per cui ogni prodotto in lacca è un pezzo unico. Nessuno è mai identico ad un altro. Successivamente la superficie senza disegno viene dipinta con lacca e le parti disegnate sono verniciate con una speciale lacca trasparente.
Quindi vengono applicati altri due strati di lacca trasparente e infine la ciotola viene lucidata con la cera, prima di essere rifinita, controllata e preparata per l’imballaggio.

Se la ciotola in cocco prevede una decorazione in madreperla, dopo i primi 11 passaggi si procede così: la superficie con la lacca ancora fresca viene ricoperta di piccoli pezzi di madreperla, in modo da creare un intarsio. A questo punto bisogna aspettare due giorni fino a completa asciugatura. Quindi il prodotto viene passato con altri due strati di lacca trasparente. Infine la ciotola viene lucidata con la cera ed è pronta per essere imballata.

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Quando il commercio equo incontra la cooperazione internazionale: il progetto Tajiki Handicraft

Quando nel 1991 l’Unione Sovietica si disintegrò, il Tajikistan proclamò
l’indipendenza scivolando però rapidamente in una guerra civile
che vedeva contrapposti il partito islamico e quello democratico. La
guerra, che si protrasse dal 1992 al 1997 fece più di 50.000 vittime
e trasformò il Tajikistan in uno degli angoli più insanguinati dell’Asia.
Altri momenti drammatici seguirono anche negli anni successivi alla
pace, come un attacco kamikaze a Khujand, e i conflitti armati tra le
forze governative e militanti dell’opposizione. Con un simile passato
recente il paese fatica a trovare la sua strada verso la stabilità anche
economica e rimane la zona più povera delle ex repubbliche socialiste
sovietiche.
Il Cesvi, organizzazione non governativa nata a Bergamo nel 1985, è
attivo in Tajikistan dal 2001
con progetti di sviluppo sanitario, gestione
e uso sostenibile delle risorse naturali, supporto alla produzione
agricola di nuclei familiari svantaggiati e negli ultimi anni anche di
miglioramento dell’artigianto locale. Per rafforzare questa parte del
progetto ci hanno chiesto di collaborare per sviluppare
prodotti e commercializzarli in Italia.
Noi abbiamo coinvolto
il designer Edoardo Perri, che conosciamo da tempo e che ci ha accompagnato in Tajikistan per seguire gli artigiani da vicino, attraverso un workshop per migliorare le loro tecniche produttive,
studiare nuovi prodotti e migliorare la qualità di quelli esistenti,
mentre noi verificavamo le condizioni di fattibilità di un partneriato
commerciale equo solidale.
Da questo lavoro sono nati bellissimi prodotti nei materiali ticipi della zona: feltro, pelle, pietre dure. Sono cuscini, borse, pantofole e piccoli gioielli tutti da scoprire.
Per diffondere il progetto, presentare i prodotti e approfondire le possibili sinergie tra cooperazione internazionale e commercio equo abbiamo organizzato alcuni incontri cui parteciperemo insieme ad alcuni rappresentanti del Cesvi e a una delegazione di artigiani tajiki.

- Venerdì 23/11 h 17 Bologna - bottega C’è un mondo, via Guerrazzi 20A
- Sabato 24/11 h 17 Ravenna - bottega Villaggio Globale, via Venezia 26
- Lunedì 26/11 h 17 Bergamo - bottega Il Seme, via Bellini 1
- Martedì 27/11 h 21 Brescia – bottega Cooperativa Solidarietà
(presso PinAC, via Disciplina 60 – Rezzato)
- Venerdì 30/11 h 17,30 Milano presso Spazio Streetstudio
zona Ventura – Lambrate via Sbodio 30/6
con la partecipazione e la collaborazione di Edoardo Perri- Whomade