Archivio per la categoria 'esperienze e collaborazioni'

I miei primi 15 anni a Sapia

A metà agosto Rosa Lesmes ha festeggiato i suoi primi 15 anni con Sapia, l’organizzazione colombiana nata da Piel Acida che lei stessa ha contribuito a fondare. In occasione di questa bella ricorrenza Rosa ci ha inviato una mail che vi riportiamo, tradotta:

Carissimi,
vorrei condividere con voi un momento importante della mia vita: il 15 agosto 2012 festeggio 15 anni nella grande famiglia di Sapia e sono orgogliosa di dire che in questa azienda ho vissuto momenti belli, incredibili, ma soprattutto esperienze che mi hanno accresciuta come persona e che mi hanno insegnato ad affrontare la vita da molti punti di vista.
In questi giorni io e i miei figli vogliamo ringraziare Sapia per tutto l’appoggio in questo lungo viaggio che ci ha portato fino a voi e spero di poter condividere molti altri anni con voi e con questa famiglia che amo con tutto il cuore,
un abbraccio GIGANTE,
Rosa

Volti di Navjeet

Poco dopo il ritorno del nostro presidente David Cambioli dall’ India, è venuta a trovarci in sede a Ferrara una delle ragazze che prestano il servizio volontario internazione con IBo Italia proprio presso il centro Navjeet a Bandra, uno degli slum più grandi di Mumbai. Insieme a una bella chiaccherata ci ha regalato delle foto con le donne del progetto, riprese durante alcune fasi della produzione: cucitura, confezionamento, preparazione delle scatole per la spedizione.

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Nuove da Mumbai

Buone nuove dal progetto Navjeet “Ago e filo nello slum” da cui, grazie alla collaborazione con la ONG Ibo Italia, importiamo borse e tessuti.

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David Cambioli, il nostro cheap essay writing services presidente, in India ha incontrato il gruppo di infaticabili donne che tagliano e cuciono a Bandra, uno dei più grandi slum di Mumbai. Ci ha mandato una breve mail per raccontare come è andata.

Il gruppo cresce e si rafforza, con un paio di nuove entrate e qualche ritorno.
Arrivano anche ordini importanti da Mumbai:un’associazione locale ha commissionato bavaglini e tessuti per bimbi, un centro yoga
alcune borse.Un’ex attrice bollywodiana (!!)
divenuta stilista ha visitato la sede del
progetto e ha donato ritagli di stoffe delle proprie collezioni con cui le donne hanno realizzato delle borse che hanno venduto in occasione della sfilata…capita anche questo!
Due donne (Geeta “senior” e Geeta “junior”) ora sono pagate mensilmente per i ruoli di responsabilità che hanno assunto in produzione e logistica.
Manca sempre qualcuno che possa fare da “manager”, che sarebbe da pagare appositamente…ma si vedrà.
Centrale è il ruolo di Letizia, che ha avviato il progetto a Bandra per Ibo Italia e che, una volta finito il servizio civile internazionale, ha deciso di restare a Mumbai. Letizia coordina, ascolta, aiuta…

Nella foto in alto alcune stoffe del Navjeet e in quella qui sotto la riunione con David, Letizia e le donne del gruppo.
Sul nostro catalogo on line trovate le borse e tessuti per la casa che hanno realizzato per noi

La “meglio gioventù” scende in piazza con t-shirt equo solidali

E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore. Con questa frase di Ernesto Che Guevara stampata sulle t-shirt il 16 giugno a Roma sono scesi in piazza giovani precari per protestare contro la riforma del lavoro del Ministro Fornero. E con loro altraQualità! Ma dove? Proprio con le magliette che indossavano: coerenti con il messaggio di ricerca di giustizia e parità gli organizzatori hanno scelto le t-shirt equo solidali del nostro progetto Promoetica, realizzate in una manifattura etica del Bangladesh in cui abbiamo attivato anche un progetto sanitario per garantire assistenza medica gratuita, medicinali e un fondo per le emergenze a tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Medellin riparte dall’architettura

Sapete che noi di altraQualità abbiamo per la Colombia un amore particolare. In Colombia, insieme ai partner e amici di Sapia abbiamo attivato un progetto di sviluppo della microimprenditorialità e stiamo imparando quanto i colombiani siano creativi, vitali e innovativi. Non siamo gli unici a pensarlo: leggete l’articolo del New York Times tradotto da Internazionale sull’architettura di Medellin

Da qualche tempo, se chiedete una prova del fatto che l’architettura e gli spazi pubblici hanno il potere di cambiare il destino di una città, architetti e urbanisti vi parleranno di Medellín.
Una ventina d’anni fa questa era la città di Pablo Escobar, con un tasso annuale di 381 omicidi ogni centomila abitanti.
Un dato simile a New York corrisponderebbe alla cifra quasi incredibile di 32mila morti violente all’anno.
Ma negli ultimi anni la seconda città della Colombia è diventata un importante centro economico, con una popolazione di quasi tre milioni e mezzo di persone, una iorente industria del turismo e un ritrovato orgoglio civico.
Merito anche dei nuovi ediici pubblici, delle piazze e di un eiciente e incredibilmente pulito sistema di metropolitane e funivie.
Continua..