Archivio per la categoria 'artigianato equo e solidale'

Dal Kenya i gioielli della speranza

In swahili significa “fede”, “fiducia” e rappresenta davvero una speranza per tante persone, specialmente donne, colpite dal virus HIV. Imani è una micro-impresa sociale nata da un primo nucleo di pazienti sieropositivi seguiti da AMPATH nel Kenya occidentale, e precisamente nella città di Eldoret (quinto centro urbano per importanza nel paese africano, che detiene però l’attuale record di crescita urbana). Con questa interessante e combattiva realtà, AQ ha instaurato un rapporto di commercializzazione dei prodotti che riguarda per ora gli articoli di bigiotteria.

Imani nasce dalla constatazione che fornire farmaci anti-retrovirali ai pazienti affetti da HIV non è sufficiente: occorre un approccio globale che prenda in carico i malati nella complessità della loro vita familiare, prima tra tutte la necessità di sostentarsi e di occuparsi della sopravvivenza e del benessere dei bambini. Da qui l’idea, che si è concretizzata nel 2004-2005, di creare un laboratorio artigianale orientato alla vendita dei manufatti, in grado di creare valore economico e sociale per la comunità.
Oggi Imani è un laboratorio e centro di formazione che raccoglie intorno a sé artigiani – per la maggior parte donne colpite dal virus o con figli malati oppure rimaste vedove – capaci di creare articoli molto vari utilizzando ceramiche indigene, carta riciclata, piante locali, tessuti.

Tutto è prezioso e, con la giusta abilità, può essere trasformato in altro: la carta dei documenti sanitari diventa materiale per fare orecchini e collane, biglietti d’auguri e quaderni; gli scampoli di tessuto diventano articoli di sartoria, camici e lenzuola in un sapiente mix di capacità ed entusiasmo.

Il 100% del reddito guadagnato attraverso le vendite viene reinvestito nel laboratorio, che a sua volta crea lavoro, possibilità di formazione e altre forme di empowerment per gli abitanti di Eldoret e delle zone rurali circostanti. Un’iniezione di “valore” che inizia a farsi sentire: non sono pochi infatti gli artigiani che – formatisi nel laboratorio di Imani – hanno poi avviato una propria attività e oggi operano in stretta collaborazione con il laboratorio principale, in quello che è ormai un piccolo indotto nella contea occidentale di Uasin Gishu.

Su Imani le cose che mi hanno colpito di più a livello di sensazioni, al di là delle analisi, sono diverse – racconta Marcella di AQ, che ad agosto 2016 è stata in visita a Eldoret. “Una grande coesione del gruppo e l’allegria ed energia che si respirano entrando nel laboratorio (le pareti interne e esterne sono dipinte dagli stessi artigiani e trasmettono molta vitalità all’ambiente); e poi la preponderanza di donne non solo in produzione ma anche nella gestione e nelle pubbliche relazioni”.

Sentendo le loro storie capisci che ne hanno passate tante, sia dal punto di vista familiare e sociale che da quello della salute. Tutte sono molto legate all’organizzazione e al gruppo che le ha aiutate non solo dal punto di vista materiale ma soprattutto emotivo e nel reinserimento nella società. Un altro risultato notevole è l’aver stimolato la nascita di diversi micro laboratori autonomi di sartoria e bigiotteria artigianale che danno a diverse famiglie – e soprattutto alle ragazze madri coinvolte nei programmi di formazione – la possibilità di contare su un piccolo reddito stabile”.

Semi e colore: la nuova collezione di bigiotteria dalla Colombia

bigiotteria in semi della forestaColorata, naturale e sorprendente: è la nuova collezione di bigiotteria elaborata da Sapia in abbinamento alla collezione autunno-inverno di Trame di Storie che arriverà prossimamente.
Protagonisti sono i semi della foresta (acai, chirilla, camajuro, tagua) elaborati in 5 le linee:
Cherry: perle di semi di chicon, lucide e rotonde come ciliegie, montate su elementi in metallo placcato argento.
Cocoon: pietre ovoidali in semi di camajiuro, montate su elementi in metallo placcato argento.
Drops: charms di tagua in forma irregolare e a disco montati a doppio filo su cordoncini di cotone cerato.
Berry: piccole e coloratissime perline di asai per collane lunghe, bracciali elastici e orecchini.
Bells: collane lunghe, bracciali elastici e orecchini che giocano con l’alternarsi di colori, grandezze e forme di perle di asai, semi di chicon e elementi in metallo placcato oro (anallergico).

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Tra Messico e Thailandia: Ethnic Lanna

ethnic lannaEthnic Lanna è un progetto di commercio equo e solidale dalla storia e dallo stile veramente globale: è stato fondato da Carlos Mantilla, un designer di origini messicane che si è stabilito in Thailandia e lavora con uno staff internazionale e molto giovane. Gli artigiani di Ethnic Lanna creano borse, abbigliamento e accessori dal mood particolare, che incrocia influenze sudamericane e asiatiche, stile tribale e passione per il vintage, sia attraverso il recupero di tessuti autentici provenienti da varie tribù delle colline in tutto Sud-Est asiatico sia attraverso la creazione di pattern che rielaborano creativamente lo stile di quei tessuti.
Attraverso Ethnic Lanna le donne dei villaggi sulle coline del nord della Thailandia possono valorizzare le loro abilità tessili e i ricami tradizionali e realizzare prodotti eco-compatibili : “I tessuti con cui amiamo più lavorare sono quelli con cui il popolo Hmong realizza le fasce portabambini. Le donne ricamano con grande cura durante la gravidanza queste fasce e la quantità di amore, attenzione e pensiero che va in ogni fase del processo è ciò che rende questi tessuti così sorprendenti. Le madri spesso conservano queste fasce per anni dopo che sono stati utilizzate e le riutilizzano in vari modi per realizzare altri oggetti unici “(Carlos Mantilla, fondatore di Ethnic Lanna)
La realizzazione di borse e accessori coinvolge più di 50 persone tra artigiani, designer e tecnici, sia thailandesi che provenienti da varie parti del mondo, ai quali fornisce competenze, professionalità e un reddito stabile.

Conosciamone alcuni.

DIIT | SARTA
DIIT è una giovane donna nativa di Chiang Mai. Nonostante sia non udente non è mai stata scoraggiata dal lavoro duro, infatti prima di lavorare per Ethnic Lanna era impegnata con il servizio di pulizia in un hotel, ma ora è entusiasta di ciò che fa e dei risultati splendidi e colorati del suo lavoro.

DAO | SARTA
Dao è una giovane sarta di etnia Hmong, prima di far parte del team di E.L. lavorava in diverse fabbriche di imballaggi per alimenti. Si è trasferita a Chiang Mai per trovare lavoro e aiutare economicamente i suoi genitori che vivono ancora a Mae Sot, una città al confine tra Thailandia e Birmania, zona molto povera, dove vivono molti profughi birmani. La cosa che preferisce del suo lavoro a E. L. è realizzare borse con i tessuti tradizionali del suo popolo, che ama molto e di cui è molto orgogliosa.

GUNN | PROGETTISTA
Gunn proviene dalla provincia di Nan nel nord-est della Thailandia ed è la più giovane designer del team. Entrata come stagista dopo gli studi in Fashion Design e Produzione di Chiang Mai Rajabhat ha conquistato tutti con il suo talento e la passione per il design e ora immagina e progetta prodotti bellissimi!

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Le ciotole in cocco laccato di Craftlink: il processo produttivo


La creazione di oggetti laccati con il processo artigianale tradizionale vietnamita è abbastanza complicata e può richiedere fino a 115 giorni per finire un singolo pezzo. Anche per una semplice ciotola servono almeno 75 giorni se vengono rispettate tutte le fasi di lavorazione. I prodotti laccati di Craftlink sono il risultato di un processo di lavorazione che comprende almeno 13 passaggi.

1.-2. Il guscio della noce di cocco, pulito e levigato, viene esaminato e individuate eventuali crepe o imperfezioni che verranno sigillate con lacca naturale ricavata dall’albero della lacca originario della provincia di Phu Tho – Vietnam.

3. La ciotola di cocco viene ricoperta da una fine garza di cotone che assicura da eventuali rotture in fasi successive.

4. A questo punto viene preparata la miscela con cui verrà ricoperta la parte interna della ciotolina: la lacca naturale viene mescolata a una miscela composta da sassi di montagna finemente macinati, segatura e terreno alluvionale, ottenendo un composto cremoso di colore marrone scuro. L’artigiano, con una speciale spatola, riveste l’interno della ciotola con uno spesso strato di questo composto.

5. Quando il rivestimento si è asciugato il prodotto viene messo sotto l’acqua e lucidato con una pietra affilata.

6. Utilizzando un pennello fatto di fibre naturali, l’artigiano ricopre l’interno della ciotola con una miscela di terreno alluvionale e lacca naturale.

7. Quando il rivestimento è asciutto, la ciotola viene nuovamente messa sotto l’acqua e lucidata.

8 -9- 10. Dopo la lucidatura viene eseguito un ulteriore passaggio della miscela di lacca e terreno alluvionale, quindi la ciotola sarà posta ancora sotto l’acqua e levigata per la terza volta.

11. Infine l’interno della ciotola viene ricoperto di lacca naturale pura.

12-13. Ancora una volta il prodotto viene lucidato sotto l’ acqua e levigato con una pietra affilata.

L’interno della ciotola è ora di colore marrone scuro che rappresenta la base per ulteriori e successive decorazioni o tinte di colori diversi.

Se la ciotolina prevede delle decorazioni si procede così: i disegni sono riportati a stencil sulla superficie e i dettagli dipinti a mano. Questo è il motivo per cui ogni prodotto in lacca è un pezzo unico. Nessuno è mai identico ad un altro. Successivamente la superficie senza disegno viene dipinta con lacca e le parti disegnate sono verniciate con una speciale lacca trasparente.
Quindi vengono applicati altri due strati di lacca trasparente e infine la ciotola viene lucidata con la cera, prima di essere rifinita, controllata e preparata per l’imballaggio.

Se la ciotola in cocco prevede una decorazione in madreperla, dopo i primi 11 passaggi si procede così: la superficie con la lacca ancora fresca viene ricoperta di piccoli pezzi di madreperla, in modo da creare un intarsio. A questo punto bisogna aspettare due giorni fino a completa asciugatura. Quindi il prodotto viene passato con altri due strati di lacca trasparente. Infine la ciotola viene lucidata con la cera ed è pronta per essere imballata.

GUARDA LE CIOTOLE DI CRAFTLINK

I principi del fair trade: equità di genere e libertà di associazione

upavimIn occasione del Maggio Equo stiamo proponendo sulla nostra pagina FB un viaggio attraverso prodotti e progetti che raccontino come noi di altraQualità viviamo i 10 principi del Fair Trade secondo WFTO. Oggi è il giorno del sesto principio, quello che evidenzia la parità di genere e la libertà di associazione. Per rappresentarlo abbiamo scelto UPAVIM, un progetto molto bello, attraverso cui le donne di una città difficile e violenta come Città del Guatemala, sono riuscite a fare fronte comune alle numerose difficoltà e miserie e a darsi una possibilità di vita serena. Tra le tante, vi raccontiamo la storia di Angela, una storia tristemente comune a Città del Guatemala, perché fatta di cicatrici indelebili lasciate dalla violenza sulla pelle e nel cuore. Angela, infatti, prima di conoscere Upavim era vittima di un marito violento che non dava tregua a lei e ai 3 figli. Grazie al sostegno di Upavim e al lavoro come artigiana, però, Angela ha potuto lasciare il marito e ricostruirsi una nuova vita, crescendo anche professionalmente: entrata come artigiana ora si occupa dell’amministrazione ed è vice-presidente. Il supporto dell’associazione è stato fondamentale anche in un altro momento durissimo della sua vita, quando la figlia venne assassinata in strada da una banda. Angela adesso non è sola e non lo sarà più: UPAVIM è riuscita ad aggregare molte donne indifese (ora son 63 socie di cui 50 artigiane) aiutandole a costruire un futuro di speranza in un luogo attraversato da una violenza che non risparmia nessuno.